Già prima di Natale 2024 l’Italia potrebbe dotarsi della prima newco a trazione pubblica per aprire la strada al ritorno del nucleare. I lavori sono in corso e i vari pesi sarebbero già stati definiti, con ENEL che avrebbe la quota di maggioranza con il 51%, seguita da Ansaldo Nucleare col 39% e da Leonardo con il restante 10%. Il ruolo di capofila è stato riconosciuto al gruppo guidato dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo soprattutto per le credenziali che può esibire grazie ai 9 gigawatt di capacità nucleare installata: 6 in Spagna e 3 in Slovacchia, attraverso la partecipazione in Slovenske Elektrarne. ENEL è la sola società italiana a gestire impianti nucleari nel mondo.
In un primo momento l’attività della newco sarà limitata allo studio e alla ricerca sugli small modular reactor (SMR), reattori di piccole dimensioni. Della partita potrebbe essere anche Newcleo, la startup del nucleare pulito lanciata nel 2021 da Stefano Buono, che ha già catalizzato l’interesse di circa 700 azionisti raccogliendo oltre 530 milioni di euro.
“Certo che ci interesserebbe avere un ruolo nella newco. Abbiamo già contatti in corso con Ansaldo e ci piacerebbe si allargassero alla nuova società. Se pensare a un contributo da parte nostra in termini di know-how, brevetti e design di un reattore interamente italiano può sembrare troppo ambizioso, in attesa di capire cosa farà ENEL, sicuramente c’è un ambito nel quale potremmo fare la differenza: fornire il combustibile. Stiamo investendo nella produzione di Mox, una miscela ricavata dall’uranio e dal plutonio dei rifiuti radioattivi, che evita di dover estrarre nuovo uranio. Questo in Italia non può farlo nessuno perché non c’è accesso al materiale. E infatti è anche uno dei motivi che ci hanno spinto a trasferire la sede da Londra o in Francia o in Italia” ha dichiarato Buono.
Azioni ENEL: quotazioni al rialzo dopo il doppio minimo in area 6,530
Le azioni ENEL sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di venerdì. Dopo un’apertura al di sotto della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 6,810, coincidente esattamente con il prezzo di chiusura.
Dopo il massimo relativo toccato lo scorso 17 ottobre sul livello 7,393, l’azione ha drasticamente invertito la propria rotta con un violento movimento ribassista che si è arrestato solo in prossimità del supporto presente a quota 6,534 (13 novembre). Da quel momento i corsi hanno reagito con un veloce rimbalzo che però non è andato oltre la soglia dei 6,849 euro, per poi riprendere a scendere fissando un nuovo minimo vicino al precedente, a quota 6,526 (21 novembre)
Il doppio minimo così realizzato, trattandosi di un evidente segnale di inversione della tendenza, ha permesso alle quotazioni di impostarsi nuovamente al rialzo. Questa volta la risalita, per quanto lenta e ancora timida, appare solida e convincente anche se solo il superamento della già citata resistenza sul livello 6,849 potrà confermare la bontà del movimento in corso.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 6,810 con target nell’intorno dei 7 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 6,737 con obiettivo molto vicino al livello 6,526. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a fine ottobre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 49.

L’andamento di breve termine del titolo ENEL









