L’Angola si conferma un Paese molto importante per Eni. Azule Energy, la joint venture al 50% con BP, investirà 5 miliardi di dollari nel Paese africano nei prossimi quattro anni con un piano che prevede la perforazione di 18 nuovi pozzi e lo sviluppo di progetti destinati a consolidare la leadership produttiva del gruppo.
L’Angola, ex membro Opec+, ha rivisto negli ultimi anni il proprio quadro regolatorio per attrarre capitali esteri e mantenere la produzione di greggio sopra 1 milione di barili al giorno. La strategia sta dando frutti: con 230mila barili al giorno di produzione, Azule Energy è oggi il primo produttore del Paese e punta a crescere fino a 370mila barili entro il 2026 grazie al ramp-up dell’Agogo Integrated West Hub (AIWH) e all’avvio del New Gas Consortium (NGC), il primo progetto di gas non associato in Angola.
L’accordo di sviluppo è stato definito a Luanda in un incontro tra il Presidente angolano João Lourenço e l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, nell’anno del 50° anniversario dell’indipendenza del Paese. Ai colloqui hanno partecipato anche il Ministro delle Risorse Minerarie, del Petrolio e del Gas, Diamantino Azevedo, il Presidente dell’Agenzia nazionale Anpg, Paulino Jeronimo, e l’Ad di Sonangol, Sebastião Gaspar Martins.
Azioni Eni: le quotazioni in ribasso puntano verso il supporto sul livello 14,506
Quotate nell’indice Ftse Mib di Borsa Italiana, le azioni Eni sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance leggermente negativa registrata nella seduta di venerdì (-0,24%). Dopo un’apertura in gap down (subito ricoperto nell’intraday), infatti, le quotazioni hanno intrapreso un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 14,994, per poi ripiegare vistosamente nel corso del pomeriggio andando a chiudere sul finale a quota 14,886.
In seguito al minimo relativo battuto lo scorso 9 aprile sul livello 11,010, i titoli Eni hanno radicalmente invertito la propria tendenza con un prolungato movimento rialzista, sempre posizionato al di sopra di una precisa trendline ascendente e senza mai effettuare fisiologici ritracciamenti degni di nota, fino ad arrestare la corsa in prossimità della resistenza presente a quota 15,390 (1 settembre).
Da quel momento i corsi stanno effettuando uno storno, anche piuttosto spiccato, agevolato da due massimi decrescenti, che probabilmente sono il preludio ad una ulteriore accelerazione ribassista dei prezzi. Si sottolinea come le quotazioni stiano correndo troppo troppo e probabilmente da troppo tempo, per cui la recente negatività è assolutamente accettabile con l’obiettivo di raggiungere presto il primo supporto individuabile in area 14,506 (minimo relativo dello scorso 5 settembre).
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 14,994 con target nell’intorno dei 15,250 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 14,820 con obiettivo molto vicino al livello 14,506. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a fine agosto. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 51.

L’andamento di breve termine delle azioni ENI









