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Azioni Eni: cosa fare in Borsa con eventuale cessione di Enilive?

Azioni Eni: cosa fare in Borsa con eventuale cessione di Enilive?

Tra i titoli da monitorare nell’ultima seduta della settimana a Piazza Affari troviamo Eni, in scia ad alcune indiscrezioni di stampa riguardante una controllata del Gruppo. Nello specifico il cane a sei zampe sarebbe pronto ad affidare a JP Morgan e Mediobanca l’incarico di sondare l’interesse da parte degli investitori per Enilive, la sua controllata che opera sia nella mobilità che nelle bioraffinerie. Le opzioni prevedono o la quotazione in Borsa o la vendita di una partecipazione di minoranza ad un fondo, come peraltro è già successo con Plenitude, che fornisca non solo le risorse ma che fissi anche un prezzo minimo nel caso in cui ci dovesse essere lo sbarco alla Borsa di Milano.

Ricordiamo che nel corso dell’ultimo trimestre dello scorso anno Enilive ha visto un utile operativo Adjusted a 120 milioni di euro, in rialzo del 5% rispetto allo stesso periodo del 2022, mentre nell’intero anno si è attestato a 730 milioni di euro, risultando in aumento dll’8% rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda l’Ebitda  proforma adjusted per l’esercizio 2023 si è attestato a un miliardo di euro, risultando in linea con la guidance presentata dal Gruppo guidato da Claudio Descalzi.

 

Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si sta muovendo l’azione dopo queste notizie. Con volumi in deciso calo rispetto alle giornate precedenti, è al momento una seduta all’insegna della cautela per il titolo Eni con i prezzi che, transitando in area 14,25 euro, rimangono ancora distanti dalle prime resistenze poste sui 14,60 euro, che rappresentano i massimi delle ultime tre settimane. Nel breve termine sarà solo con una conferma oltre questi livelli, dove transita la trendline ribassista di breve innescatasi dai massimi del 2024,  che l’azione proseguirebbe il recupero in direzione dei 14,80-14,85 euro, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni che l’indicatore daily del Supertrend, e a seguire la soglia dei 15 euro. Dal punto di vista operativo il superamento di queste aree resistenziali, aprirebbe le porte per ulteriori allunghi in direzione dei 15,50-15,60 euro e successivamente verso i massimi degli ultimi 4 anni posti sui 15,80 euro.

Al contrario con una discesa dei corsi sotto i 14 euro, che sono i minimi toccati dall’azione durante questa ottava, che si avrebbe una riattivazione del trend ribassista, innescatosi lo scorso 3 gennaio dai 15,6 euro, prima in direzione dei 13,5 euro e successivamente verso la soglia dei 13 euro. Dal punto di vista operativo la violazione di tali supporti andrebbe ad indebolire la struttura grafica di fondo, aprendo le porte per ulteriori ribassi fin verso i minimi degli ultimi 9 mesi situati sui 12,50-12,40 euro.

 

 

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AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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