Dopo il taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, le azioni europee si sono avvicinate ai massimi storici, con l’indice Stoxx 600 che ha segnato il più grande balzo (+1,38%) in sei settimane nell’ultima seduta. Oggi il benchmark sta prendendo fiato dopo la sbornia registrando cali sotto il punto percentuale, con molti che stanno monetizzando nell’ultima seduta settimanale. La Banca centrale americana ha ridotto il costo del denaro di mezzo punto percentuale, dando ragione a chi si aspettava l’adozione di una linea dura per evitare l’arrivo di una recessione. Il governatore Jerome Powell non ha dato indicazioni precise circa il percorso dei tassi per i prossimi mesi, limitandosi a dire che l’azione della Fed sarà guidata dai dati macroeconomici, in particolare quelli attinenti al mondo del lavoro. Tuttavia, gli investitori stanno scontando da qui alla fine dell’anno altri 75 punti base di tagli, e questo implica che in una delle due riunioni rimanenti l’istituto centrale abbasserà ancora dello 0,5%.
Azioni europee da comprare? Ecco cosa pensano gli strategist
Se la Fed continuerà con la sua azione di allentamento monetario è probabile che trascinerà anche la Banca centrale europea a fare la stessa cosa, ora che l’inflazione nel Vecchio Continente è a un passo dal target di lungo periodo del 2% e i venti recessivi cominciano a soffiare più forte. Questo significa che il rally delle azioni europee sarà destinato a proseguire nei prossimi mesi?
Secondo Gerry Fowler, strategist di UBS, l’aumento di probabilità di un atterraggio morbido negli Stati Uniti grazie all’entità del taglio Fed “è importante per le valutazioni azionarie europee perché significa che i rendimenti obbligazionari più bassi non vengono compensati da un aumento dei premi al rischio per ora”. A suo avviso, lo Stoxx 600 a fine anno raggiungerà il livello di 540 punti, il che comporterebbe un rialzo di circa il 3,5% rispetto all’ultima chiusura di 521,67. Tuttavia, l’esperto avverte che in Europa la crescita degli utili rimane debole e la speranza è che l’anno venturo migliori la domanda di beni di consumo con il “sostegno dell’allentamento monetario in mercati sensibili come il Regno Unito, la Spagna e la Scandinavia”.
Di opinione diversa sulle azioni europee è Roland Kaloyan, responsabile della strategia azionaria europea di Société Générale. A suo avviso, lo Stoxx 600 scenderà a 500 punti quest’anno, per poi risalire a 530 nel 2025, quantunque sia “probabile che il mercato rimanga limitato in un range come lo è stato negli ultimi sei mesi”. Il motivo per cui lo strategist è pessimista sull’andamento delle Borse in Europa è perché “la crescita è stata e lenta e rimarrà tale”, ha detto. Kaloyan si aspetta infatti utili che aumentano solo del 5% all’anno nei prossimi due anni, mentre il consensus stima guadagni di circa il 10% annui. “Le incertezze politiche e le rinnovate preoccupazioni per il ciclo economico potrebbero essere le principali fonti di volatilità”, ha aggiunto.
Ha un approccio prudente anche Beata Manthey, strategist di Citigroup, che mantiene un obiettivo per il principale indice europeo a 540 entro la fine del 2024, ma ritiene che nel breve termine ci possa essere volatilità elevata. “In linea con questa visione, le nostre raccomandazioni settoriali hanno avuto un’inclinazione growth/difensiva da metà luglio. Sebbene i tagli dei tassi statunitensi dovrebbero essere di supporto per le azioni a livello globale, permangono diversi venti contrari”, ha dichiarato.









