Perché le azioni europee sono rimaste indietro rispetto a quelle americane? La risposta probabilmente sta nell’ultima stagione delle trimestrali, quella in corso. Le maggiori società europee, dopo aver emesso profit warning a profusione, stanno riportando dati deludenti. Al contrario, le aziende americane hanno iniziato il ciclo delle chiamate agli utili a spron battuto. Secondo i dati forniti da Bloomberg Intelligence, circa la metà delle società del Vecchio continente che finora ha presentato i conti del terzo trimestre ha deluso le aspettative di profitto, mentre appena il 27% ha battuto le stime. Nel frattempo fioccano i declassamenti riguardo le proiezioni degli utili. Per il 2024 le aspettative di crescita si sono più che dimezzate, passando da oltre 6% di inizio anno al 3% attuale. In modo particolare, a essere colpiti sono i settori dei beni di consumo discrezionali, tra cui il lusso e le case automobilistiche.
Le aziende di questi settori sono tra quelle che attraversano le maggiori difficoltà. Il colosso francese LVMH ha registrato un preoccupante calo delle vendite derivante dal rallentamento della domanda in Cina, mentre i colossi automobilistici Stellantis, Mercedes-Benz e BMW hanno tutti lanciato profit warning. Anche le altre principali aziende europee hanno dato dimostrazione di non attraversare un buon periodo. Il produttore olandese di macchine per i chip ASML Holding ha riportato un portafoglio ordini inferiore alle aspettative mentre il gigante dei beni alimentari Nestlé ha tagliato la guidance. Da tutto ciò consegue che l’indice euroepeo Stoxx 600 è aumentato meno del 10% quest’anno, neanche la metà rispetto all’S&P 500 (+22,47%).
Azioni europee: quali aspettative?
Il contesto generale non è dei migliori per le azioni europee. L’economia della Germania è in contrazione. Le guerre in Medio Oriente e in Ucraina continuano ad avere effetti negativi sull’Europa per una questione di vicinanza geografica. E le tensioni con la Cina, fino a oggi partner prezioso di Bruxelles, rischiano di rivelarsi fatali per alcune grandi aziende, soprattutto nel settore dell’automotive. “Questo non è chiaramente il contesto migliore per le azioni europee”, ha detto François Rimeu, strategist di La Française Asset Management a Parigi. “Il quadro macroeconomico in Europa è pessimo e l’andamento degli utili non è come negli Stati Uniti”.
Secondo gli strategist di Bloomberg Intelligence, Laurent Douillet e Kaidi Meng, “le brusche reazioni dei prezzi ai profit warning mostrano che le cattive notizie non sono ancora state prezzate”. A loro giudizio, gli investitori in questo momento si stanno concentrando soprattutto su “recupero dei volumi, potere di determinazione dei prezzi e resilienza dei margini, data la disinflazione in Europa”. Il ritardo delle azioni europee rispetto a quelle USA non verrà recuperato presto, a parere degli strategist di JPMorgan Chase, in quanto “le aspettative di crescita degli utili continuano a essere declassate e non è chiaro se la situazione cambierà presto”.
C’è tuttavia chi vede il lato positivo in tutto questo, ovvero il fatto che le azioni europee adesso sono più economiche e quindi maggiormente attraenti per gli investitori. “Le valutazioni sono indiscutibilmente interessanti”, ha detto Stephane Deo, senior portfolio manager di Eleva Capital a Parigi. “È quando il mercato è eccessivamente pessimista che si hanno opportunità di fare soldi”.









