Il rally delle azioni europee ha colto molti strategist di sorpresa. Con una crescita quest’anno dell’8,55%, l’indice Stoxx Europe 600 si è posizionato a 551 punti, oltre il target medio indicato a fine 2024 (secondo un sondaggio di Bloomberg pubblicato oggi). Il mercato ha corso di più perché gli investitori si stanno lentamente sganciando dai titoli statunitensi, in particolare quelli legati alle megacap tecnologiche che hanno guidato il rally di Wall Street negli ultimi anni.
La rotazione è motivata dalle preoccupazioni sulle enormi spese che le Big tech stanno sostenendo sull’intelligenza artificiale. Specialmente ora che sul mercato è arrivata la startup cinese DeepSeek che ha proposto un modello AI (Artificial Intelligence) ad alte prestazioni e bassi costi.
Le azioni europee però hanno trovato sulla loro strada altri catalizzatori importanti. La positiva stagione delle trimestrali è uno di questi. Gli utili sono cresciuti in media dell’1% su base annua nell’ultimo trimestre, a fronte di aspettative di un calo dell’1,3% (dati Bloomberg). Questo vuol dire che ora c’è maggiore ottimismo sulla visibilità dei profitti nel corso dell’anno. A dare slancio alle Borse del Vecchio continente si è aggiunta l’aspettativa della fine della guerra in Ucraina, con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha deciso di avviare colloqui di pace con la Russia. Gli investitori inoltre non pensano che i dazi USA sull’Europa saranno così pesanti come ci si aspettava fino a qualche tempo fa, mentre con il nuovo governo che si formerà dopo le elezioni in Germania di domenica prossima sono attesi nuovi stimoli fiscali.
Azioni europee: gli strategist rimangono cauti
Cosa faranno ora gli strategist rimasti indietro nel rally delle azioni europee? Gli interpellati nel sondaggio di Bloomberg vedono ribassi per il futuro, ma le previsioni non sono unanimi. Quelli di TFS Derivatives Ltd sono i più pessimisti e stimano un calo dell’11% a 490 punti dello Stoxx Europe 600. Al contrario, gli strategist di Deutsche Bank mostrano ottimistmo e vedono il benchmark aumentare del 7% a 590 punti. In ogni caso prevale la cautela, perché un inizio di anno di questa portata non si vedeva da molto tempo.
“Le azioni europee hanno iniziato l’anno con il botto”, ha detto Beata Manthey, strategist di Citigroup. “La nostra previsione per lo Stoxx 600 è di un aumento solo del 3%. È possibile prevedere catalizzatori al rialzo per l’Europa in futuro, ma il flusso di notizie relative ai dazi potrebbe rigenerare la volatilità”.
Emmanuel Cau, capo della strategia sulle azioni in Europa di Barclays, vede ancora il rischio incombente di una guerra commerciale che finirà per pesare sulla crescita globale della regione. “Per ottenere una valutazione superiore alla media, riteniamo che l’Europa abbia bisogno di due cose: un miglioramento dei dati sull’attività economica e un calo dei tassi di interesse”, ha detto.
Roland Kaloyan, stratega di Société Générale, ha affermato che si aspettava un rally anticipato per le azioni europee quest’anno, “ma in sole sei settimane lo Stoxx 600 ha quasi raggiunto l’estremità superiore del range previsto”. L’esperto ha aggiunto che l’indice può raggiungere il suo obiettivo di 570 punti solo se ci saranno “nuovi catalizzatori”, quali la prospettiva concreta di pace in Ucraina e un audace stimolo fiscale in Cina.









