Le azioni europee mantengono un vantaggio di performance consistente rispetto alle azioni americane, nonostante Wall Street abbia recuperato tutte le perdite generate dalla guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti. Da inizio 2025 fino all’ultima chiusura, l’indice Stoxx Europe 600 ha guadagnato l’8,34%, a fronte dell’1,39% dell’S&P500. Ciò ha interrotto decenni di sovraperformance del benchmark americano rispetto a quello del Vecchio continente.
Gli investitori scelgono l’Europa in quanto temono che i dazi introdotti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, possano danneggiare l’economia statunitense portandola in recessione. Allo stesso tempo, l’enorme piano di spesa su difesa e infrastrutture della Germania dovrebbe rilanciare la ripresa economica della locomotiva europea.
Tuttavia, il rally delle azioni europee ha sollevato qualche preoccupazione in merito alle valutazioni. Infatti, lo Stoxx 600 è scambiato a circa 14,6 volte gli utili, oltre la media ventennale di 13,5 volte. Tuttavia, il rapporto è ancora molto inferiore al price/earnings dell’S&P500. a quasi 22 volte.
Gli strategist puntano sulle azioni europee
Alcuni strategist a Wall Street sono convinti che le azioni europee continueranno a far meglio delle colleghe di oltreoceano fino alla fine del 2025. Sulla base di un sondaggio condotto da Bloomberg su 20 strateghi, l’indice Stoxx 600 dovrebbe chiudere l’anno a 554 punti, in lieve aumento rispetto ai 550 punti della seduta di ieri. Un altro studio, sempre di Bloomberg, riporta attese a 6.001 punti a fine anno per l’S&P500, poco più in alto rispetto alla quotazione di chiusura di ieri a Wall Street, a 5.964 punti.
Si tratta di valori medi mentre alcuni intervistati hanno obiettivi più ambiziosi sullo Stoxx 600. JPMorgan Chase, per esempio, vede il benchmark a 580, con una sovraperformance sull’S&P500 di 25 punti percentuali. Si tratterebbe del massimo divario mai registrato.
Dello stesso avviso sono gli strategist di Citigroup, secondo cui il rally dello Stoxx 600 arriverà fino a 570 punti. “Se abbiamo già superato il picco di incertezza sugli utili, questo potrebbe porre le basi per un ulteriore rialzo delle azioni e un potenziale re-rating dei multipli, soprattutto tra i settori ciclici più malconci”, ha affermato Beata Manthey, capo del team degli strateghi di Citigroup, facendo riferimento alle azioni del Vecchio continente.
A giudizio di Sharon Bell di Goldman Sachs, gli investitori continueranno a riallocare capitali verso l”Europa, date le valutazioni relative più basse e l’elevata concentrazione negli Stati Uniti. “Notiamo anche che quest’anno l’inflazione dovrebbe moderarsi ulteriormente in Europa e che esiste una stretta relazione tra un’inflazione più bassa e valutazioni medie più elevate”, ha scritto l’esperta in un nota.
Più cauto è invece Roland Kaloyan, strategist di Société Générale. A suo avviso, c’è bisogno di tendenze degli utili più decise e di un’ulteriore riduzione dei rischi legati ai dazi per scommettere su un rally dello Stoxx 600. Il suo obiettivo di fine anno per il benchmark europeo è di 530 punti, ossia in calo del 3,6% rispetto alle quotazioni attuali. “L’incertezza che circonda i dazi complica le prospettive, poiché molte aziende sono riluttanti a fornire indicazioni chiare, segnalando che il pieno impatto potrebbe non essere ancora catturato nelle previsioni sugli utili”, ha detto Kaloyan.









