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Azioni globali: per UBS ora inizia una fase difficile

Azioni globali: UBS, ora inizia una fase difficile

Le azioni globali si dirigono verso una fase difficile. Secondo gli strategist di UBS il rallentamento della crescita economica che andrà a colpire gli utili aziendali sarà il motivo del declino delle Borse mondiali. A loro avviso, le stime sull’aumento delle entrate delle aziende sono nettamente in contrasto con un prodotto interno lordo che si trova in una fase di stallo. Tutto questo “è molto insolito”, hanno scritto gli strategist, che ora vedono margini di profitto ridotti dal costo del lavoro più alto e dall’impatto ritardato dei tassi di interesse. Per questo, “gli utili trimestrali saranno deludenti”, hanno affermato gli esperti di UBS, che stimano del 5% in meno rispetto alle aspettative del consensus. Il mercato, quindi, si starebbe comportando come se i dati macroeconomici deboli che vengono rilasciati fossero positivi. “A un certo punto questo rapporto si inverte”, hanno scritto.

Tra le altre cause che spiegherebbero un calo delle azioni globali, la banca zurighese ha evidenziato l’alta valutazione che ha raggiunto l’equity. Ciò è stato alimentato dalle big tech, con l’indice MSCI World dei titoli dei mercati sviluppati che si trova appena al di sotto del massimo storico. Il rally in corso trae ancora forza dalle aspettative, iniziate alla fine del 2023, che i tassi di interesse delle Banche centrali verranno tagliati, il che ha fatto crescere notevolmente i multipli azionari. Per UBS, inoltre, verranno meno anche altri fattori essenziali che hanno irrobustito il trend lo scorso anno, ovvero i risparmi in eccesso negli Stati Uniti – accumulati durante il periodo pandemico – e gli stimoli fiscali.

 

Azioni globali: UBS, ecco dove investire

In un quadro che non è molto invitante per le azioni globali, UBS individua i settori difensivi tra quelli più accreditati per investire. Quindi, la banca predilige le società di beni di consumo, le case farmaceutiche e le aziende di software. Per quel che riguarda le scelte a livello regionale, gli strateghi elvetici puntano sulle azioni dei mercati emergenti, in quanto le considerano migliori sotto il profilo delle prospettive economiche. Mentre si tengono alla larga dall’Europa, eccezion fatta per la Gran Bretagna grazie al “suo mercato difensivo anormalmente economico”, hanno affermato.

In genere, il Vecchio Continente è visto in questo momento con sospetto da parte di analisti e investitori. La Banca centrale europea la scorsa settimana ha provato a raffreddare le aspettative degli investitori su un imminente taglio dei tassi di interesse durante la riunione di politica monetaria, ratificando in sostanza le dichiarazioni da falco rilasciate nei giorni precedenti dai membri del Consiglio direttivo. Inoltre, l’Europa è sottoposta alla minaccia di una nuova grave crisi energetica per il conflitto in Medio Oriente, che potrebbe inasprirsi ulteriormente viste le ultime vicende sul Mar Rosso che hanno visto l’uccisione di tre soldati americani.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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