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Azioni Mediobanca: in balia del braccio di ferro Nagel-Delfin

Il palazzo di Piazzetta Cuccia a Milano dove ha sede Mediobanca

In una Piazza Affari che dopo un avvio di contrattazioni al rialzo ha imboccato la via del ribasso, con il FTSE Mib che dopo il giro di boa di metà seduta arretra dello 0,15%, si muovono in linea con il mercato le azioni Mediobanca. Sulla governance di Piazzetta Cuccia è in atto un confronto tra Delfin, primo socio della banca con poco più del 19% del capitale, e l’amministratore delegato Alberto Nagel, in vista del rinnovo delle cariche nel Consiglio di amministrazione. Accanto a Delfin c’è anche Francesco Gaetano Caltagirone che controlla una quota di circa il 10% del capitale.

Delfin e Caltagirone vogliono contare di più nel Cda per imprimere una svolta a una governance che non li soddisfa, nonostante i risultati portati nel corso degli anni dall’ad Nagel siano stati positivi. L’accordo tra le parti andrebbe trovato entro il 18 settembre, per evitare di andare alla conta all’Assemblea prevista per il prossimo 28 ottobre.

L’ultima offerta del Cda, concedere all’interno di una propria lista tre posti a Delfin e uno a Caltagirone, è stata respinta. Si tratta, tuttavia, è questo potrebbe essere un segnale importante per addivenire a un accordo che il mercato dimostra di apprezzare e attendere.

Azioni Mediobanca: analisi tecnica e strategie operative

Le azioni Mediobanca si mantengono vicino ai massimi pluriennali raggiunti il 31 luglio e poi replicati a partire da inizio settembre in area 12,255/265. Il mercato sembra al momento non volerli abbandonare in attesa di un accordo che potrebbe favorire nuovi allunghi dell’azione.
In tal caso, oltre 12,265 euro le azioni Mediobanca potrebbero offrire un nuovo impulso rialzista con obiettivi in area 13 euro in prima battuta e successivamente in direzione di quota 13,85 euro.

Sul fronte opposto il livello da monitorare si trova a 11,85 euro, corrispondente con i minimi segnati nella seduta dell’8 settembre. Il livello assume importanza anche per il passaggio, nei suoi pressi, della media mobile a 55 giorni. La caduta di 11,85 aprirebbe spazi per arretramenti verso area 11/11,15 euro.

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