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Azioni: per l’FMI un rischio per la stabilità finanziaria, ecco perché

Azioni: per l'FMI un rischio per la stabilità finanziaria, ecco perché

Per il Fondo Monetario Internazionale (FMI) le valutazioni elevate delle azioni potrebbero costituire un rischio per la stabilità finanziaria. La ragione è legata al fatto che l’euforia del mercato risulta sganciata dai fondamentali delle aziende. L’ottimismo sostenuto dal calo dell’inflazione e dalle aspettative di imminenti tagli dei tassi di interesse “ha allungato le valutazioni delle società a un punto in cui potrebbero diventare vulnerabili a uno shock economico”, ha affermato Tobias Adrian, direttore del Dipartimento monetario e dei mercati dei capitali dell’FMI. Adrian sottolinea come lo scorso anno il rally delle azioni sia stato guidato dal settore tecnologico, ma oggi si stia assistendo a un aumento delle valutazioni su tutta la linea. Ciò significa che se ci dovesse essere uno shock negativo, vedremo un “riaggiustamento dei prezzi”.

 

Azioni: FMI, ecco i settori più a rischio 

I settori più a rischio secondo l’alto esponente dell’FMI sono il credito e gli immobili commerciali. Sul fronte del credito, Adrian rileva come “i fondamentali dei mutuatari si stiano deteriorando, almeno in alcuni segmenti”, mentre i soggetti più rischiosi “sono in grado di emettere nuovo debito”. Per quanto riguarda l’area del mercato immobiliare commerciale, potrebbe verificarsi uno shock a causa del passaggio dal lavoro in ufficio a quello a distanza o allo shopping online. Tutto questo, osserva Adrian, potrebbe mettere sotto pressione gli istituti di credito di piccole e medie dimensioni. “C’è davvero un nesso tra l’esposizione di alcune banche alle aziende del settore immobiliare commerciale che tendono anche ad avere una base di finanziamento fragile. Una sorta di combinazione tra l’esposizione al rischio degli immobili commerciali e questo fragile finanziamento che potrebbe, in alcuni scenari, riaccendere un po’ di instabilità”, ha detto.

 

Economia globale: FMI, rischio recessione limitato

L’FMI ha pubblicato ieri il World Economic Outlook in cui ha affermato che l’economia globale si è mostrata “sorprendentemente resiliente” e il rischio di recessione risulta limitato. L’istituto con sede a Washington ora prevede una crescita globale del 3,2% per quest’anno e l’anno prossimo. Pierre-Olivier Gourinchas, consigliere economico e direttore del dipartimento di ricerca del FMI, ha dichiarato che l’economia globale sarà sostenuta dalla forte performance dei mercati emergenti e da un’inflazione che scende più rapidamente del previsto. Ciò compenserà la crescita più debole in Europa, precisa l’esperto.

Il grande rischio proviene dalle tensioni geopolitiche derivanti dalle guerre in Medio Oriente e Ucraina, secondo Gita Gopinath, vicedirettore dell’FMI. “Finora abbiamo in qualche modo gestito la situazione e non stiamo vedendo grandi ricadute dal Medio Oriente. Ma questo non è scontato ed è uno dei grandi rischi che possono manifestarsi. Le implicazioni sui prezzi del petrolio potrebbero essere sostanziali. Se il conflitto dovesse intensificarsi, diventerebbe molto più grande”, ha detto. Proprio le quotazioni del greggio sarebbero una mina vagante, in quanto secondo Gourinchas rischiano di rimanere alte per tutto il 2024. Questo, insieme all’ulteriore interruzione delle spedizioni tra l’Asia e l’Europa, alimenterebbero l’inflazione, il che indurrebbe le Banche centrali a mantenere i tassi di interesse alti più a lungo, impattando sulla crescita, ha detto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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