Pirelli alla resa dei conti sull’assetto societario. Dopo il divieto degli Stati Uniti alla vendita di mezzi connessi con software legati a Cina e Russia, il management sembra pronto allo scontro con i soci cinesi di Sinochem, che hanno in mano il 37% dell’azienda di pneumatici. Lo rivela il quotidiano La Stampa, secondo cui la battaglia potrebbe palesarsi già nel consiglio d’amministrazione in programma oggi.
Lo scorso 17 marzo negli USA sono entrate in vigore nuove restrizioni che vietano la vendita e l’importazione di veicoli che utilizzano hardware e software di aziende legate alla Cina o alla Russia. Una tegola per Pirelli, considerando che le nuove regole potrebbero includere anche la tecnologia Cyber Tyre, nota per rendere gli pneumatici “intelligenti”. Da tenere presente, inoltre, che gli Stati Uniti valgono il 40% del mercato di alto valore del gruppo milanese.
Il management sarebbe dunque intenzionato ad affrontare il problema già nel cda di oggi, spingendo i soci di Sinochem a uscire dal capitale o a ridurre la propria quota. Secondo il quotidiano torinese, da mesi gli avvocati di entrambe le parti stanno provando a trovare un accordo, ma finora i progressi sono stati praticamente nulli, cosa che potrebbe condurre a uno scontro. I segnali non sembrano incoraggianti, basti pensare che i consiglieri espressione di Sinochem stanno arrivando a Milano per partecipare al consiglio in presenza, fatto piuttosto inusuale.
Ma i possibili problemi negli USA non sarebbero l’unico terreno di scontro tra management e soci asiatici. Sul tavolo potrebbe esserci anche la questione del controllo. Il management e il consiglio sindacale si sono già espressi per la decadenza del controllo da parte dei cinesi e sulla questione la Consob ha demandato la decisione a cda e sindaci.
A questo punto le soluzioni all’orizzonte potrebbero essere molteplici: qualora Sinochem acconsentisse a vendere, “la soluzione potrebbe passare per l’ingresso o il rafforzamento di investitori istituzionali in una società in cui i soci italiani di Camfin, capitanati dal vicepresidente esecutivo di Pirelli & C. Marco Tronchetti Provera, sono al 26,4% con la possibilità di salire al 29,9%, scrive La Stampa. In caso di contrapposizione, invece, è difficile capire come andrà a finire. In questo contesto, c’è anche chi ipotizza una presa di posizione da parte del governo che potrebbe decidere di intervenire tramite i poteri speciali del golden power.
Azioni Pirelli: le quotazioni si appoggiamo sul supporto in area 5,750
Le azioni Pirelli sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri (-2,51%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 5,758, per poi andare a chiudere sul finale non distante a quota 5,764.
In seguito al minimo relativo toccato lo scorso 7 novembre sul livello 4,880, le azioni Pirelli hanno invertito la propria rotta con un prolungato movimento rialzista, pur condito da fisiologici ritracciamenti periodici, ma sempre posizionato al di sopra di una precisa trendline ascendente, fino ad arrestare la corsa in prossimità della resistenza presente a quota 6,134 (27 febbraio).
Da quel momento i corsi hanno effettuato una violenta correzione, con sei giornate consecutive al ribasso, poi parzialmente recuperata con un veloce rimbalzo che non è mai andato oltre la soglia dei 5,958 euro. Successivamente le quotazioni si sono mantenute nell’attuale fase di trading range che le vede sostenute dal supporto posto in area 5,750.
Per l’immediato futuro, quindi, finché quest’ultimo livello non verrà violato, è lecito attendersi un rialzo verso la parte alta della congestione, ossia la prima resistenza individuabile oltre la soglia psicologica dei 6 euro.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 5,890 con target nell’intorno dei 6,134 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 5,758 con obiettivo molto vicino al livello 5,588. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a inizio marzo. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 48.

L’andamento di breve termine delle azioni PIRELLI









