Azioni SpaceX: presa di profitto o fine della sbornia post-Ipo?

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L’entusiasmo degli investitori attorno alle azioni SpaceX si è attenuato. Dopo aver guadagnato quasi il 50% dal debutto a Wall Street, avvenuto il 12 giugno, il titolo della società spaziale americana ha perso oltre 8 punti percentuali nelle ultime due sedute. Gli acquisti netti degli investitori retail si sono notevolmente ridotti. Secondo i dati riportati da Vanda Research, ammontavano ad appena 9,1 milioni di dollari ieri, poco oltre la metà della seduta, rispetto agli oltre 300 milioni di dollari registrati nelle tre sessioni precedenti.

Anche oggi la giornata si preannuncia difficile per la società di Elon Musk, la cui capitalizzazione di mercato si attesta attualmente a 2.440 miliardi di dollari. Proprio la valutazione attribuita finora dagli investitori è oggetto di dibattito nella comunità finanziaria. Da una parte c’è chi ritiene che il mercato abbia sopravvalutato una società che continua a registrare perdite. Dall’altra, chi giustifica il prezzo sulla base delle straordinarie prospettive di crescita dell’azienda, che punta a sbarcare su Marte e a costruire data center nello spazio.

 

In questo articolo:

 

  • Azioni SpaceX: ritorno alla realtà?
  • Arriva un’emissione obbligazionaria da 20 miliardi di dollari

 

Azioni SpaceX: ritorno alla realtà?

La correzione delle azioni SpaceX arriva in un momento di forte euforia e, probabilmente, è ancora troppo presto per trarre conclusioni affrettate. Ciò non toglie che quanto accaduto induca almeno a una riflessione: si tratta di una semplice presa di profitto oppure il mercato sta tornando con i piedi per terra?

Per la prima ipotesi propende Kat Liu, analista di IPOX Schuster, che invita a mantenere la calma. “Considerata la portata dell’Ipo e la forte performance iniziale, una certa presa di profitto non è affatto sorprendente“, ha dichiarato. “È stata una settimana particolarmente intensa e abbreviata per la più grande Ipo della storia”. Del resto, la volatilità intorno al titolo SpaceX era ampiamente prevedibile, non solo per l’elevata valutazione dell’Ipo, pari a 1.750 miliardi di dollari, ma anche per il numero relativamente limitato di azioni disponibili sul mercato.

Altri osservatori finanziari ritengono invece che il mercato stia iniziando a fare i conti con la realtà. Nell’ultimo bilancio, risultante dalla documentazione depositata dalla società in occasione dell’Ipo, SpaceX ha registrato una perdita di 4,94 miliardi di dollari, dovuta soprattutto agli investimenti nell’intelligenza artificiale. Investimenti destinati ad aumentare ulteriormente, come conferma l’annuncio dell’acquisizione di Anysphere, la startup che sviluppa il popolare assistente di programmazione basato sull’AI, Cursor, per 60 miliardi di dollari in azioni.

Elon Musk, fondatore e amministratore delegato di SpaceX, ha previsto domenica scorsa che l’azienda raggiungerà 1.000 miliardi di dollari di ricavi entro la fine del decennio. Un obiettivo estremamente ambizioso, considerando che lo scorso anno la società ha generato un fatturato di 18,67 miliardi di dollari. Il mercato, tuttavia, vuole vedere risultati concreti e redditività dagli investimenti aziendali, soprattutto in un settore che rappresenta attualmente il principale motore dell’entusiasmo a Wall Street.

 

Arriva un’emissione obbligazionaria da 20 miliardi di dollari

Le ambizioni di SpaceX nel campo dell’intelligenza artificiale si traducono in investimenti in data center, hardware di calcolo e infrastrutture energetiche. In questo contesto si inserisce anche l’acquisizione, avvenuta a febbraio, di xAI, la startup fondata e guidata da Elon Musk. Per realizzare questi progetti, il colosso dei lanci spaziali e dei razzi riutilizzabili dovrà investire decine di miliardi di dollari.

A tal fine, secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, la società starebbe organizzando incontri con gli investitori già a partire dalla prossima settimana per discutere un’emissione obbligazionaria da almeno 20 miliardi di dollari. Se portata a termine, si tratterebbe della prima emissione di obbligazioni investment grade denominate in dollari da parte dell’azienda. L’ammontare definitivo dell’offerta, tuttavia, non è stato ancora stabilito e potrebbe subire modifiche, secondo le fonti.

Con i proventi dell’operazione, SpaceX rifinanzierebbe il prestito ponte da 20 miliardi di dollari concesso da Bank of America, Citigroup, JPMorgan Chase, Goldman Sachs e Morgan Stanley per finanziare l’acquisizione di xAI. Le stesse banche dovrebbero inoltre essere incaricate di gestire l’emissione obbligazionaria.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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