Chip shortage: gli effetti sulla produzione di auto
A causa della mancanza di semiconduttori molte aziende dell’automotive hanno bloccato la produzione dei veicoli, da ultima l’unita di camion Traton di Volkswagen. A gravare su un contesto già complicato è anche la pandemia di Covid-19, che ha fermato le fabbriche di chip del Sud-Est asiatico. Per soddisfare gli ordini ci vorranno ora 21 settimane. La soluzione dell’azienda è stata quella di acquistare con 40 o 50 settimane in anticipo per riuscire a bloccare le forniture. Per cercare di creare meno danni, nei prossimi giorni si terrà un incontro tra il Governo USA con Intel, Samsung, General Motors e Ford, al fine di coordinare una strategia tra chi produce e consuma i semiconduttori. Dall’Europa invece una soluzione potrebbe essere trovata dall’European Chips Act, piano che tuttavia è in fase di stop in quanto l’approvvigionamento del Vecchio Continente dipende ancora troppo dall’Asia.Azioni Stellantis: cosa fare in Borsa secondo l’analisi tecnica?
Una delle società colpite da questa situazione di carenza di microchip è Stellantis, anche se per ora la difficoltà non si evidenzia dalle quotazioni di Borsa, che due sedute fa sono state penalizzate dalle dimissioni di Mike Manley, Head of Americas del gruppo, che dal 1° novembre 2021 diventerà Amministratore Delegato del rivenditore di auto statunitense AutoNation. Da un punto di vista grafico, il titolo si trova all’interno di una tendenza rialzista evidenziata dalla linea di tendenza ottenuta collegando i minimi del 20 maggio e 1 settembre 2020.









