A Piazza Affari è una seduta all’insegna di un vero e proprio crollo per le azioni Stellantis. Le quotazioni pagano i deludenti conti presentati dal gruppo automobilistico prima dell’apertura delle contrattazioni. In un contesto settoriale precario, la società ha chiuso la prima metà del 2024 con numeri inferiori rispetto alle attese in scia ai minori volumi registrati. Nel corso del periodo gennaio-giugno i ricavi sono risultati in calo del 14% a 75 miliardi di euro, mentre l’utile netto ha mostrato un calo del 48% a 5,6 miliardi di euro. Il decremento delle vendite in Nord America ha spinto al ribasso l’utile operativo rettificato che si è attestato a 8,5 miliardi di euro, rispetto ai 14,2 miliardi di euro che si erano avuti nello stesso periodo dell’anno passato, con un margine del 10%, in calo di 440 punti base rispetto alla prima metà del 2023. In questo contesto delude anche il cash free flow industriale che risulta negativo per 392 milioni di euro, rispetto a un dato positivo di 8,6 miliardi di euro dell’anno precedente.
Nel corso della presentazione dei dati l’amministratore delegato del gruppo Carlos Tavares ha confermato, nonostante le incertezze macroeconomiche, le stime 2024 su un margine dell’utile operativo rettificato a due cifre e su un flusso di cassa industriale netto positivo. Discorso diverso per i ricavi che dovrebbero invece rimanere sotto pressione nel corso della rimanente parte dell’anno. Per cercare di riprendere quote di mercato, la società ha in programma oltre 20 lanci per il 2024, tra cui una versione rinnovata del Ram 1500, una gamma di van europei e Peugeot 3008, il primo veicolo nato sulla nuova famiglia di piattaforme Stla. Infine viene confermato l’arrivo dei primi modelli del partner cinese Leapmotor in Europa verso la fine del terzo trimestre dell’anno, dopo che la joint venture Leapmotor International ha ricevuto tutte le autorizzazioni.
Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo a vedere come si stanno muovendo le azioni Stellantis a Piazza Affari. Con volumi ampiamente superiori alla media giornaliera mensile è una seduta all’insegna del sell-off, con i prezzi che segnando un calo vicino al 9% si attestano in area 16,65 euro. Nel breve termine fondamentale sarà la tenuta dei minimi degli ultimi 12 mesi, situato sui 16 euro, per evitare una continuazione del trend ribassista prima in direzione dei 15 euro e successivamente verso i minimi del maggio dello scorso anno posizionati sui 14 euro. Nel caso in cui anche tali supporti dovessero essere violati, aumenterebbero le chance di un test sui 13 euro, che rappresenta il livello più basso toccato dall’azione nel corso degli ultimi 21 mesi.
Al contrario, la ripresa dei massimi intraday situati sui 17 euro dovrebbe aprire la strada a un rimbalzo dei corsi prima verso i 17,70-17,80 euro, dove transita l’ex trendline ascendente che parte dai minimi di luglio 2022, e in seguito i 18,40 euro, dove troviamo l’indicatore del Supertrend. Il superamento di queste aree resistenziali dovrebbe proiettare le quotazioni verso i massimi delle ultime settimane in area 18,30-18,40 euro. Nel caso in cui l’azione dovesse lasciarsi alle spalle questi ultimi livelli si potrebbe assistere a una continuazione del recupero in prima battuta verso i 19,30 euro e in seguito in direzione della soglia dei 20 euro.
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