Azioni Stellantis: quali impatti dopo il calo delle immatricolazioni di novembre?

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Sulla Borsa italiana, dopo le decise vendite di ieri, cercano il rimbalzo le azioni Stellantis, con i prezzi che tentano di recuperare gli ex sostegni situati nelle vicinanze dei 9,8 euro. Gli acquisti di queste ore stanno mettendo in un angolo le notizie negative provenienti dalle immatricolazione di auto in Europa riferite allo scorso mese di novembre.

Nonostante queste siano cresciute del 2,4% nell’area Ue, Efta e Gran Bretagna a 1.079.563 veicoli, il gruppo Stellantis ha registrato una contrazione anno su anno del 2,7%, con una quota di mercato in flessione al 12,9% dal 13,5% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un passo indietro notevole rispetto a quanto avvenuto nel mese precedente, quando l’azienda aveva fatto registrare una crescita del 5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Nei primi undici mesi del 2025, il gruppo ha venduto complessivamente 1.760.601 auto, registrando un decremento del 4,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024, con una quota di mercato del 14,6 per cento rispetto al 15,5 per cento del 2024. Tra i marchi che hanno dato segnali positivi troviamo Fiat , con immatricolazioni in aumento del 16,1% e Citroen con una crescita del 13,7%.

 

Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Stellantis a Piazza Affari. Dopo le decise vendite che hanno indebolito il quadro grafico di breve periodo, cercano di recuperare terreno con i prezzi che transitano in area 9,50 euro. Dal punto di vista operativo il mancato recupero dei 9,8-9,85 euro dovrebbe far proseguire la fase discendente in direzione dei prossimi target situati  9,25-9,30 euro, dove non solo verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 3 dicembre ma dove troviamo anche l’indicatore daily del Supertrend. Nel caso in cui dovessimo assistere alla violazione di questi livelli, si avrebbe un indebolimento del quadro grafico di medio periodo con prossimi obiettivi la soglia dei 9 euro e successivamente gli 8,8 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo.

Con la perdita di questi ultimi livelli si avrebbe un prossimo ribassista sarebbe posto a 8,488 euro, dove verrebbe chiuso un altro gap-up lasciato aperto in questo caso lo scorso 24 novembre. Al contrario il ritorno delle quotazioni sopra i 9,8-9,85, dovrebbe aprire la strada a un nuovo recupero verso i 10,15 euro e a seguire i massimi degli ultimi 8 mesi in area 10,5 euro. Nel caso in cui tali aree dovessero essere messe alle spalle, si avrebbe un rafforzamento della struttura grafica con prossimi target gli 11 euro. Sopra queste aree le azioni dovrebbero prima andare a chiudere il gap ribassista lasciato aperto lo scorso 27 marzo a 11,386 euro e a seguire andare a rivedere l’area degli 11,70-11,80 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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