Azioni Stellantis: sell-off dopo i dati del 2024 e ora?

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A Piazza Affari, con il Ftse Mib che rinnova i massimi degli ultimi 18 anni, c’è chi invece soffre. Sono le azioni Stellantis, che pagano i risultati 2024 comunicati dall’azienda poco prima dell’apertura delle contrattazioni. La crisi dell’intero settore automotive si aggiunge alle difficoltà di Stellantis, il cui utile netto è crollato del 70% a 5,52 miliardi di euro, mentre i ricavi sono scesi del 17% a 156,878 miliardi e sotto le previsioni degli analisti. Nel corso dell’anno passato le consegne consolidate sono diminuite del 12%. Per quanto riguarda Europa e Usa, le consegne sono scese dell’8%, mentre in Nord America, uno dei mercati principali della società, hanno registrato un ribasso del 25%. Per quanto riguarda l’anno in corso, grazie al lancio di 10 nuovi prodotti, si prevede il ritorno a una crescita profittevole e a una generazione di cassa positiva.

 

Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Stellantis a Piazza Affari. Con volumi in deciso aumento e dopo un’apertura in forte gap-down, è al momento una giornata in deciso territorio negativo con le azioni che passano di mano sotto i 13 euro. Dal punto di vista operativo, il ritorno del titolo sotto i 13,30 euro, base dell’ex trading range che per mesi ha ingabbiato le quotazioni, dovrebbe far proseguire le vendite in direzione dei minimi odierni situati sui 12,75 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend.

L’eventuale violazione di tali sostegni farebbe proseguire le vendite prima in direzione dei 12,30 euro e successivamente verso la soglia dei 12 euro. Fondamentale diventerebbe la tenuta di questi ultimi livelli, per evitare alle azioni di andare a rivedere il bottom degli ultimi anni situati sugli 11 euro.

Al contrario, il ritorno dei corsi oltre i 13,30-13,40, parte alta di quell’ex trading range menzionato in precedenza, dovrebbe aprire la strada a nuovi recuperi, con prossimi obiettivi sui 14 euro, dove verrebbe chiuso il gap down lasciato aperto lo scorso 30 settembre, e a seguire i 14,50 euro. Oltre tali livelli resistenziali aumenterebbero le possibilità di una continuazione degli acquisti capaci di proiettare il titolo in direzione dei 15 euro, i quali rappresentano i top toccati dall’azione nel corso degli ultimi 5 mesi.

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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