Azioni tech: 4 motivi per cui il 2023 potrebbe non essere migliore del 2022 - Borsa&Finanza

Azioni tech: 4 motivi per cui il 2023 potrebbe non essere migliore del 2022

Azioni tech: 4 motivi per cui il 2023 potrebbe non essere migliore del 2022

Per le azioni tech il 2022 è stato un vero calvario. Gli investitori hanno dovuto subire un autentico shock dopo che per oltre un decennio le aziende del settore hanno trainato il rally azionario a Wall Street. Molti titoli tecnologici della Borsa americana si sono ritrovati con meno di un decimo della capitalizzazione che avevano a inizio anno, segnale eloquente che molte aziende erano sopravvalutate. È bastata quindi una serie di venti contrari affinché gli operatori di mercato si svegliassero dal sogno di profitti all’infinito e si trovassero di fronte alla cruda realtà.

Molte aziende legate alla crescita non erano profittevoli e scommettevano sul loro successo in base a flussi reddituali che solo in un tempo lontano avrebbero potuto dare ritorni adeguati. Di conseguenza, l’aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve per combattere l’inflazione più alta degli ultimi 40 anni ha reso meno prezioso il valore delle aziende determinato dall’attualizzazione dei flussi di reddito futuri. Contestualmente, le società che non riuscivano ad autofinanziarsi proprio perché non ancora mature e che quindi avevano bisogno di costante sostegno esterno, hanno visto crescere l’onere di finanziamento che appesantisce il bilancio aziendale e mette a repentaglio la sopravvivenza delle aziende.

 

Azioni tech: ecco cosa potrebbe ancora farle scendere

Fare peggio del 2022 per le azioni tech non sarà facile, ma siamo sicuri che il 2023 sarà migliore? In realtà esistono valide ragioni per mantenersi molto cauti nelle valutazioni. La prima è che i tassi della Fed saranno alzati ancora e potrebbero rimanere alti a lungo. Del resto lo ha detto chiaramente il governatore Jerome Powell nell’ultimo incontro dell’anno in cui la Federal Reserve ha aumentato il costo del denaro di 50 punti base. “Abbiamo ancora molto lavoro da fare e il ripristino della stabilità dei prezzi richiederà il mantenimento di una politica restrittiva per qualche tempo”, ha affermato Powell in conferenza stampa a margine del meeting. Insomma, finché la Banca centrale statunitense continuerà la stretta sui tassi, sarà difficile immaginare un futuro radioso per i titoli tecnologici a Wall Street.

La seconda motivazione fa riferimento all’arrivo probabile di una recessione. Questa si lega strettamente all’aumento dei tassi della Fed. Se l’istituto monetario non svolta, la recessione potrebbe anche essere profonda e colpire prima di tutto quelle società che non forniscono garanzie difensive. Alcuni segnali di rallentamento di comparti come il cloud computing e il software di sicurezza nel terzo trimestre non fanno ben sperare.

La terza ragione riguarda la stagione degli utili. È vero che gli analisti hanno ridimensionato i guadagni previsti per il 2023 ma, con la maggior parte delle società che non ha fornito una guidance, è possibile che le valutazioni siano ancora troppo alte. Ciò significa che cattive notizie potrebbero continuare a esercitare pressioni sulle quotazioni.

La quarta si incentra sulla Cina. Sono ancora molte le incognite che riguardano Pechino per il prossimo anno. Porrà davvero fine il Paese alla politica zero Covid che ha comportato blocchi e chiusure delle attività creando seri danni alla catena di approvvigionamento? Sarà finita la pressione verso le aziende tecnologiche, molte delle quali quotate a Wall Street, che ha annichilito le azioni negli ultimi due anni? Se certi aspetti negativi che si sono visti in passato dovessero riemergere, sarà difficile dire che l’inverno per le azioni tech sia definitivamente alle spalle.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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