Azioni tech: un’ondata di acquisti arriva dagli investitori retail

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Gli investitori al dettaglio si sono finalmente aggrappati al rally delle azioni tech, sulla paura di perdere il treno in corsa. Quest’anno le turbolenze derivanti dalla crisi bancaria negli Stati Uniti e le incertezze legate all’accordo sul tetto al debito USA avevano fatto propendere i piccoli risparmiatori più che altro per i fondi del mercato monetario e in genere per la liquidità. Questo però ha fatto perdere a molti un mare di profitti derivanti dalla grande ascesa dell’intelligenza artificiale.

Dalla fine di maggio le cose sono cambiate, come dimostrano i dati rilasciati da VandaTrack, secondo cui il 30 e il 31 gli acquisti netti di azioni statunitensi da parte degli investitori retail hanno raggiunto il massimo degli ultimi tre mesi a quasi 1,5 miliardi di dollari. Tra questi acquisti, la componente preponderante riguarda le azioni tech, tra cui Nvidia ovviamente, ma anche UiPath, Palantir e Marvell Technology. “Dopo settimane ai margini, i singoli investitori stanno iniziando a inseguire il rally tecnologico. La paura di perdersi sembra essere in azione”, ha dichiarato Marco Iachini, vicepresidente di VandaTrack.

Il fornitore di dati ha sottolineato come, fino alla scorsa settimana, il divario tra i flussi al dettaglio e la performance eccezionale del mercato azionario implicava che gli attori istituzionali come gli hedge fund e i trader sistematici fossero la fonte primaria della domanda di azioni AI. Adesso, gli acquisti al dettaglio di ETF sul mercato monetario sono diminuiti, perché proprio gli investitori al dettaglio hanno iniziato a spostarsi verso le attività più rischiose.

Un’analisi simile viene fatta da JP Morgan, che mette in luce come nella scorsa settimana vi siano stati gli afflussi più alti in oltre un anno nell’ETF Information Technology di Vanguard e nell’indice MSCI Information Technology di Fidelity. Secondo la banca americana, gli investitori più giovani stanno suonando la carica, con un aumento considerevole delle opzioni azionarie nelle ultime settimane.

 

Azioni tech oggi come le meme stock?

Questa nuova ondata di acquisti è alimentata dall’intelligenza artificiale, per cui alcuni trovano lo spunto per paragonare quanto sta accadendo oggi in alcuni titoli al trambusto che due anni fa hanno creato le meme stock a Wall Street. Naturalmente non è accostabile il rally di Nvidia ai movimenti schizofrenici che allora ebbero titoli come GameStop, se non altro per la portata della società che vi sta dietro. Tuttavia, alcune azioni si sono mosse in maniera tale che hanno fatto pensare ai titoli meme. Una di queste è C3.ai, società specializzata nell’intelligenza artificiale, che ha più che triplicato il prezzo delle azioni quest’anno, prima di un capitombolo la scorsa settimana a seguito di una trimestrale deludente proprio in rapporto alla nuova tecnologia.

Le azioni tech però ora devono fare i conti con le valutazioni alte, dopo il grande rally. Nvidia, ad esempio, scambia in questo momento a 190 volte gli utili attesi, una cifra spropositata se paragonata alle 47 volte di inizio novembre. “Le valutazioni azionarie e un’inversione di tendenza nella propensione al rischio intorno ai titoli legati all’AI sono ora il principale rischio al ribasso per il più ampio mercato azionario statunitense”, ha affermato Peter Garnry, responsabile delle strategie quantitative di Saxo Bank.

Tuttavia, sono in molti ancora a credere che l’intelligenza artificiale possa rivoluzionare il mercato, anche in rapporto alle quotazioni in Borsa. Geir Lode, responsabile delle azioni globali di Federated Hermes, descrive l’AI come “la prossima area di crescita sovralimentata”. Mentre Morgan Stanley crede nella “rivoluzione dell’intelligenza artificiale”, sebbene ritenga che non sarà in grado di “fermare o addirittura attutire una più ampia recessione degli utili entro la fine dell’anno.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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