Le azioni Tesla continuano a essere colpite dalle vendite a Wall Street. Dal picco del 17 dicembre a 488,54 dollari, il titolo della casa automobilistica guidata da Elon Musk ha più che dimezzato il suo valore, chiudendo l’ultima seduta a 238,01 dollari. Da allora la società ha bruciato oltre 700 miliardi di dollari di capitalizzazione, mentre il patrimonio netto di Musk è diminuito di più di 100 miliardi di dollari. Il grande guadagno ottenuto dopo l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti è praticamente evaporato.
Gli hedge fund che hanno venduto allo scoperto le azioni Tesla nel frattempo hanno guadagnato 16,2 miliardi di dollari, secondo il fornitore di dati S3 Partners, invertendo un’operazione che per anni è stato molto dolorosa. Gli short seller, infatti, hanno accumulato perdite complessive per 64,5 miliardi di dollari da quando Tesla si è quotata in Borsa nel 2010. Nell’ultimo mese, lo short interest su Tesla è aumentato del 16,3% a 71,5 milioni di azioni, pari al 2,6% del totale. C’è da dire che ci sono anche hedge fund acquirenti del titolo. Ad esempio, secondo i documenti 13F depositati presso la Securities and exchange commission, Bridgewater Associates ha aperto una nuova posizione lunga su Tesla nel quarto trimestre del 2024, mentre ClearBridge, DE Shaw e Norges Bank hanno aumentato le loro partecipazioni.
Azioni Tesla: perché gli investitori stanno vendendo?
In passato, molti hedge fund si sono scottati quando hanno puntato contro le azioni Tesla. Nella primavera del 2020, con lo scoppio della pandemia da Covid-19, ci furono circa 300 milioni di azioni vendute allo scoperto. Ma un rally di oltre il 1.500% fino alla metà del 2021 ha spazzato via quelle posizioni negative. Con il tempo, è maturata sempre più la convinzione che le valutazioni di mercato dell’azienda fossero staccate dalla realtà. In altri termini, il valore reale di Tesla non era giustificabile a fronte dei ricavi e dei profitti attesi. È probabile che ora il mercato se ne sia reso conto.
L’ultima trimestrale della società ha presentato risultati deludenti, con vendite in declino in alcuni mercati chiave come quello cinese. La concorrenza nel settore delle auto elettriche si fa sempre più insidiosa e i margini di guadagno non sono minimamente paragonabili a quelli di qualche anno fa. Il vantaggio competitivo di Tesla non c’è più sul core business ed è per questo che l’azienda punta sulla guida autonoma e sulla robotica per tenere distanti i competitor. La scorsa settimana JPMorgan Chase ha abbassato il suo target price di fine anno su Tesla a 120 dollari da 135. “Fatichiamo a pensare a qualcosa di analogo nella storia dell’industria automobilistica, in cui un marchio ha perso così tanto valore così rapidamente”
Gli investitori stanno vendendo anche perché non hanno apprezzato la mossa di Elon Musk di assumere incarichi di governo e di intervenire pubblicamente nella politica europea. “Tesla aveva un valore di marca molto forte ed Elon è riuscito a distruggerlo completamente”, ha detto Per Lekander, managing partner dell’hedge fund Clean Energy Transition. Secondo il noto venditore allo scoperto Marc Cohodes, le azioni Tesla “sono diventate memecoin glorificati”. “Quando sono salite, tutti quanti pensavano di essere intelligenti. Ora che stanno cadendo, causano danni enormi”.









