Azioni Tim: quali impatti dopo lo stop dei fondi al cambio di governance?

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Dopo il rally che ha contrassegnato gli ultimi mesi, le azioni Tim continuano a consolidare nei pressi degli 0,4 euro all’indomani dell’assemblea del gruppo telefonico che si è conclusa con l’approvazione del bilancio e dei piani di incentivazione destinati ai manager. In sede straordinaria i soci hanno invece messo uno stop ad alcune modifiche statutarie chiave degli articoli 9, 17 e 19 dello statuto sociale.

Nello specifico il no, arrivato dai grandi fondi, consigliati dai proxy advisor, ha fermato il cambio della governance che prevedeva un cda al massimo di 15 consiglieri, rispetto aagli attuali 19, e una soglia più alta all’1%, dall’attuale 0,5%, per quanto riguarda la presentazione di una lista per il cda.

Al contrario, è stata approvata la modifica dell’oggetto sociale che ora, grazie alle sinergie con Poste, prevede un ampliamento dei servizi offerti del gruppo guidato da Pietro Labriola, che riguarderanno anche la vendita di polizze ed energia.

 

Azioni Tim: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Tim in Borsa italiana. Dopo gli acquisti di ieri è al momento una giornata all’insegna della debolezza, con le quotazioni che scambiano nei pressi della soglia psicologica degli 0,4 euro, massimi degli ultimi 40 mesi.

Con un trend primario che rimane al rialzo, una conferma dei corsi sopra i livelli appena menzionati andrebbe a rafforzare il quadro grafico di fondo, con prossimi target gli 0,415 euro e a seguire gli 0,43-0,435 euro. Nel caso in cui anche tali aree dovessero essere lasciate alle spalle, aumenterebbero le possibilità di nuovi apprezzamenti in direzione degli 0,45 euro. In questo contesto eventuali prese di beneficio fin verso gli 0,37 euro, minimi degli ultimi 50 giorni e dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle buy opportunity.

Al contrario, la perdita di tali sostegni dovrebbe aprire le porte a una fase correttiva con un primo target situato sugli 0,36-0,35 euro e successivamente gli 0,335 euro, che rappresentano i minimi dello scorso mese di maggio. La mancata tenuta di tali sostegni dovrebbe far proseguire le vendite verso gli 0,315-0,31 euro e a seguire la soglia degli 0,3 euro. Qui verrebbe messa sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi di novembre 2024 e congiunge quelli di marzo 2025. Nel caso in cui queste aree dovessero essere violate, si avrebbe un preoccupante indebolimento del quadro grafico delle azioni Tim, con prossimi obiettivi gli 0,2757 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 10 aprile.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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