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Azioni Unicredit: quali gli impatti in Borsa in caso di M&A?

Nell'immagine la Torre Unicredit vista dalla sottostante piazza Gae Aulenti

A Piazza Affari, in una giornata al momento debole, le azioni Unicredit si muovono  al ribasso dopo le dichiarazioni rilasciate alcune ore fa dall’amministratore delegato Andrea Orcel. Dando seguito a quanto detto in occasione della presentazione dei dati del primo trimestre il manager, in un’intervista al Financial Times, ha confermato che l’istituto di Piazza Gae Aulenti sta studiando operazioni di M&A, escludendo però dal novero delle società obiettivo Société Générale. Le speculazioni sulle intenzioni del gruppo bancario sono alimentate anche dal passaggio dedicato al capitale in eccesso della banca, che potrebbe convincere gli azionisti a preferire un’acquisizione che crei valore piuttosto che vederlo restituito sotto forma di riacquisti e dividendi. Allo stesso tempo il numero uno di Unicredit ha sottolineato come, in assenza di una effettiva Unione bancaria europea e di un comune mercato dei capitali, resti molto complicato effettuare operazioni cross-border, vista l’impossibilità di estrarre sinergie, e che comunque ogni operazione di consolidamento avrebbe bisogno dell’approvazione dei singoli governi.

Le dichiarazioni odierne sono in linea con quelle rilasciate la scorsa settimana dal presidente francese Emmanuel Macron, il quale aveva sottolineato da una parte come fosse importante per le banche europee, al fine di competere con gli istituti americani, unire le forze e dall’altra che la Francia non si sarebbe opposta a un acquirente straniero per i propri istituti di credito. Ricordiamo infine che Unicredit opera in 13 mercati, con un’ampia presenza in Austria e Germania, e che nelle prossime trimestrali potrebbe registrare degli accantonamenti per possibili perdite in seguito al sequestro di alcuni asset in Russia.

 

Azioni Unicredit: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Unicredit a Piazza Affari. Con volumi al momento in contrazione rispetto alle sedute precedenti, è una giornata all’insegna della cautela, con i prezzi che rimangono vicini ai massimi di periodo posti in area 36,70 euro. Con un impostazione di fondo che rimane improntata al rialzo, il superamento di questi ultimi livelli dovrebbe far proseguire il flusso di acquisti prima in direzione dei 37,5-38 euro e successivamente verso la soglia dei 40 euro.

Nel caso in cui l’azione dovesse lasciarsi alle spalle queste aree resistenziali si aprirebbero le porte per ulteriori allunghi fin verso i 43 euro, che rappresentano i massimi toccati dall’azione nell’agosto del 2011. In questo contesto rialzista eventuali prese di beneficio prima verso i 34,70 euro, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni che l’indicatore giornaliero del Supertrend, e a seguire in direzione dei minimi dello scorso mese di aprile in area 33,50 euro, potrebbero rappresentare delle occasioni di acquisto.

Al contrario la perdita di tali sostegni dovrebbe innescare un fase correttiva più profonda, con un primo obiettivo i 32,5 euro e successivamente i 31,60 euro. Dal punto di vista operativo una discesa sotto questi ultimi livelli potrebbe prima proiettare i prezzi verso la soglia dei 30 euro e in seguito in direzione dei 28,20 euro. La violazione di questi supporti aumenterebbe le possibilità per il titolo di andare a chiudere il gap-up, lasciato aperto lo scorso 5 febbraio in occasione della pubblicazione dei dati di bilancio del 2023, in area 26,8 euro.

 

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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