A Piazza Affari, in una giornata all’insegna della cautela spicca il ribasso delle azioni Unicredit, oggetto di vendite dopo i conti del 2024 comunicati dalla banca prima dell’apertura delle contrattazioni. L’istituto guidato da Andrea Orcel, superando tutti gli obiettivi che erano stati prefissati a inizio anno, ha terminato il 2024 con ricavi in aumento del 4,3% a 24,84 miliardi di euro e un utile netto cresciuto dell’8,1% a 9,31 miliardi di euro, rispetto a un consenso posto a 9,19 miliardi di euro.
Su questi numeri un impatto fondamentale è arrivato dal miglioramento del margine di interesse, cresciuto del 2,5% e delle commissioni, in rialzo del 7,6%. Per quanto riguarda il risultato netto di gestione è aumentato del 7,2% a 14,8 miliardi di euro, con rettifiche su crediti per 641 milioni di euro, superando le attese del mercato che erano poste a 14,67 miliardi di euro.
Dando uno sguardo all’ultimo trimestre dello scorso anno si nota però un rallentamento della crescita, con i ricavi che salgono dello 0,7% a 6 miliardi di euro e un utile netto che scende dagli 1,92 miliardi di euro dello stesso periodo del 2023 agli attuali 1,56 miliardi di euro, battendo però le attese a 1,44 miliardi di euro. In calo anche il risultato netto di gestione che si è attestato a 3,14 miliardi di euro, rispetto ai 3,17 miliardi di euro dell’anno precedente. Alla fine dello scorso anno il CET1 ratio è sceso al 15,9%, in calo di 27 punti base, in particolar modo per l’effetto positivo di 75 punti base relativi alla generazione organica di capitale. Grazie ai numeri comunicati è stato proposto un dividendo di 2,4025 euro per azione.
Nel corso della presentazione dei dati la banca ha fornito anche una guidance sull’anno in corso, che dovrebbe vedere i ricavi netti superare i 23 miliardi di euro, un utile netto sugli stessi valori del 2024 e un rapporto costi/ricavi attestarsi al 40%. Per quanto riguarda il 2027 Unicredit prevede un utile netto pari a circa 10 miliardi di euro, insieme a un RoTE superiore al 17%, oltre a una generazione organica di capitale media nel triennio 2025/2027 sostanzialmente in linea con l’utile netto.
A margine della presentazione dei dati il numero uno di Unicredit ha anche analizzato le operazioni in corso su Commerzbank e Banco BPM. Per quanto riguarda la banca tedesca l’amministratore delegato aspetta l’esito delle elezioni in Germania per trattare con i vertici dell’istituto, mentre sul versante italiano viene confermata la possibilità di un rilancio sul prezzo dell’OPS, ma solo dopo aver letto i conti del primo trimestre della banca guidata da Giuseppe Castagna.
Azioni Unicredit: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Unicredit sulla Borsa italiana. Con volumi già superiori alla media giornaliera mensile, è una seduta all’insegna delle vendite, con un ribasso vicino al 3%, sotto la soglia dei 46 euro. Il movimento odierno, che allontana le quotazioni dai massimi di periodo, non modifica il trend primario che rimane sempre al rialzo.
Dal punto di vista operativo, eventuali flessioni delle azioni Unicredit fin verso i 44,30-44 euro, nelle cui vicinanze troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto. La conferma sopra questi livelli dovrebbe riattivare la tendenza di fondo, con possibili ritorni verso i top degli ultimi anni vicini all’area dei 47,5 euro. L’eventuale superamento di questi ultimi livelli dovrebbe non solo rafforzare il quadro grafico, ma aprirebbe la strada per ulteriori allunghi verso i massimi di giugno 2011 in area 50 euro.
Al contrario, la perdita dei 44 euro dovrebbe far proseguire le vendite prima verso i 43,35 euro, minimi del mese in corso, e successivamente i 42,5-42,3 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi dello scorso mese di novembre e congiunge quelli di dicembre. L’eventuale violazione dei 42,3 euro andrebbe a indebolire almeno nel breve il trend rialzista, con possibili ulteriori discese prima in direzione dei 39,5 euro e in seguito i 38,20-38,15 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo.
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