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Azioni USA: dopo la Fed, è il momento di acquistare?

Azioni USA: dopo la Fed, è il momento di acquistare?

Gli investitori si sono rallegrati a Wall Street dopo la riunione della Federal Reserve di ieri e sono tornati a comprare massicciamente le azioni USA. Il messaggio che hanno ricevuto dalla Banca centrale americana è che l’aggressività della politica monetaria per tenere a bada l’inflazione sarà misurata con l’andamento dell’economia. Tradotto significa che i tassi d’interesse saranno pronti anche a scendere presto se ci sarà la necessità di farlo. La tonalità è diversa rispetto a quella adottata dalla Fed nel meeting di settembre, quando aveva fatto capire a chiare lettere che il costo del denaro rimarrà alto a lungo.

Insomma, il mercato ha percepito un’autorità centrale sensibile alle sorti dell’economia americana e tutt’altro che rigida nell’utilizzo dei mezzi per raggiungere i suoi obiettivi di lungo periodo. Il governatore Jerome Powell ha lasciato aperta una finestra per un altro rialzo dei tassi a dicembre – forse l’ultimo della serie – soprattutto se i prossimi dati macroeconomici andranno nella direzione poco sperata. Tuttavia, si fa più forte la convinzione che il picco sia già arrivato e da ora in poi si possa solamente scendere.

 

Azioni USA: opportunità o rischio?

Quindi è tempo di acquistare le azioni USA sulla scia di una Federal Reserve più accomodante? Secondo Capital Group la risposta è affermativa, perché quella che si sta presentando rappresenta una buona opportunità. “Il messaggio davvero importante è che questa situazione di picco dei tassi delle Banche centrali probabilmente apre una finestra in cui sarà un buon momento per investire”, ha affermato Andy Budden, direttore degli investimenti azionari presso il gestore. L’analisi di Capital Group mostra come le azioni globali rendano in media oltre il 12% nei 12 mesi successivi all’ultimo rialzo della Fed, a fronte di un rendimento del 6% delle obbligazioni e del 4% degli asset liquidi nello stesso periodo. Per questo motivo, bisogna “avere il coraggio di agire”, sottolinea l’asset manager da 2.300 miliardi di dollari in gestione.

Anche Saira Malik, chief investment officer di Nuveen Asset Management, considera questo un momento propizio per osare con le azioni americane, aspettandosi un rally di fine anno che porterà l’S&P 500 a 4.300 punti, ossia circa l’1,5% più in alto rispetto all’ultima chiusura. “Se le questioni geopolitiche non si allargano per avere un impatto significativo sui prezzi del petrolio, allora penso che i mercati si rialzeranno per il tipico rally di Babbo Natale”.

Di parere contrario sono però due titani di Wall Street: Michael Wilson, capo stratega di Morgan Stanley; e Marko Kolanovic, strategist di JPMorgan Chase. Il primo predica cautela riguardo l’investimento nelle azioni USA per via “della ristrettezza del mercato e del calo della fiducia dei consumatori e delle imprese”. Kolanovic invece avverte che gli utili delle aziende sono sotto pressione a causa dell’inasprimento delle condizioni finanziarie. E questo potrebbe riflettersi negativamente sulle quotazioni azionarie, come si è visto in diverse occasioni dall’apertura della stagione delle trimestrali.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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