Azioni value: ecco come hanno preso il sopravvento sui titoli growth

Azioni value: ecco come hanno preso il sopravvento sui titoli growth

Azioni value: ecco come hanno preso il sopravvento sui titoli growth

Le azioni value sembrano aver preso il sopravvento da oltre un anno sui mercati finanziari, dopo un lunghissimo periodo in cui i titoli growth hanno avuto la meglio. Con la grande crisi del 2008, il fiume di denaro che è stato riversato da parte della Federal Reserve sull’economia reale e sui mercati finanziari a tassi prossimi allo zero ha favorito gli investimenti sulla crescita penalizzando nel contempo quelle società più mature, che basano il loro valore sui fondamentali. Questo andamento si è rinvigorito dopo una breve pausa, a seguito dello scoppio della pandemia nel 2020, quando l’economia americana era finita in ginocchio bruciando decine di milioni di posti di lavoro. A quel punto la Banca Centrale statunitense è intervenuta nuovamente con operazioni massicce di denaro, aprendo la pista alla cavalcata dei titoli tecnologici.

Da un po’ di tempo la musica è cambiata e ha visto ancora la Fed protagonista, con una svolta aggressiva nella sua politica monetaria nel tentativo di combattere la più alta inflazione degli ultimi 40 anni. Questo non ha fatto altro che allontanare gli investitori dalla crescita e dirigersi verso le azioni value. Quest’anno l’indice MSCE World value è in discesa del 7%, ma ha fatto molto meglio rispetto all’equivalente indice growth, che ha perso il 25%. Il cambiamento di sentiment lo si vede anche dai flussi degli ETF tra gli investitori statunitensi. I fondi quotati improntati sulla crescita hanno registrato deflussi netti per 2 miliardi di dollari fino al 30 aprile 2022, a fronte di afflussi di 38,2 miliardi di dollari nel 2021. Mentre gli ETF value hanno ottenuto 37,6 miliardi di dollari netti in entrata nei primi 4 mesi di quest’anno, in aggiunta ai 60,3 miliardi di dollari dello scorso anno.

 

Azioni value: cosa pensano gli analisti

Il mercato sta gravitando intorno a un nugolo di incertezze che non riguardano solamente la Fed, ma hanno a che fare anche con la guerra Russia-Ucraina e il Covid-19 in Cina. Di conseguenza, gli investitori trovano riparo nelle azioni value in un mercato in tempesta. Rob Arnott, fondatore e Presidente della società di consulenza Research Affiliates, ha affermato che i titoli legati al valore sono sopravvissuti al loro peggior decennio della storia e adesso stanno godendo i frutti del rimbalzo. Secondo Nick Kirrage, co-responsabile del team globale value presso Schroders, il turnover tra azioni value e growth era inevitabile, visto che le valutazioni di queste ultime non possono espandersi all’infinito ed erano diventate esagerate.

Cliff Asness, fondatore di AQR Capital Management, ha asserito che gli spread di valutazione tra le 2 tipologie di titoli sono ridicoli e suggeriscono che nei prossimi 3-4 anni le azioni value faranno molti soldi. Tuttavia, Asness ha avvisato che è possibile vedere rinascite di alcuni titoli growth durante il percorso. Richard Halle, portfolio manager di M&G Investments, però accende un monito, sostenendo che negli ultimi anni molti investitori hanno raddoppiato le puntate sui titoli della crescita ogni volta che si è verificato un ribasso, facendo durare poco il rally delle azioni value. Questo perché dal punto di vista emotivo è difficile agire in maniera contraria quando un trend dura da così tanto tempo.

AUTORE

ARTICOLI CORRELATI

NAVIGAZIONE ARTICOLI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

VIDEO

La prima puntata della nuova settimana di Investv, format realizzato da Vontobel Certificati che vede sfidarsi ogni giorno due squadre di trader capitanate da Riccardo