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Banca Mps vale meno dei costi dell’aumento di capitale, cosa fare con l’azione?

Un cartello con il nome Monte dei Paschi di Siena

Nel primo giorno dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi di Banca Mps, che terminerà il 31 ottobre, è crollato il prezzo dei diritti di opzione. Lunedì, dopo una serie di sospensioni, i diritti hanno accusato un tracollo di oltre il 91%. L’azione  ha lasciato sul terreno di Piazza Affari il 2,6%. Anche alla luce del lungo elenco di rischi evidenziati nel prospetto approvato dalla Consob, la strada della ricapitalizzazione è tutta in salita e il rilancio della banca senese resta in dubbio. L’unica certezza è che ora il Monte dei Paschi vale meno dei costi dell’aumento di capitale. La capitalizzazione, infatti, si aggira sui 97 milioni di euro mentre le commissioni che verranno pagate alle otto banche del consorzio che dovranno garantire l’inoptato dell’aumento sono pari a 125 milioni sul totale del loro impegno che è complessivamente di 807 milioni. A queste cifre si sommano i 50 milioni di Algebris mentre Axa parteciperà all’aumento di capitale per un ammontare fino a 200 milioni di euro anche se l’importo finale “dipenderà dalla domanda degli investitoriùà”, ha dichiarato un portavoce della compagnia francese, partner del Monte nella bancassicurazione. Altri 75 milioni saranno sottoscritti dal fondo americano Pimco, interessato a rilanciare il banco in quanto detentore di numerose obbligazioni subordinate di Siena. Anima, infine, che ha un accordo di distribuzione dei prodotti di risparmio gestito con Siena, metterà sul piatto 25 milioni di euro. Venerdì scorso la Consob aveva avvertito sulla possibilità che, durante il periodo di offerta in opzione delle nuove azioni, ci potesse essere forte volatilità del prezzo delle azioni dell’emittente. Oltreché quelli della Consob, rimangono puntati sull’operazione anche i fari della BCE che ha espresso un giudizio estremamente cauto sui destini del Monte: l’aumento è “soggetto a un elevato rischio di esecuzione in relazione alla ridotta capitalizzazione della banca e alla delicata congiuntura macroeconomica domestica e internazionale” hanno dichiarato da Francoforte.

 

Banca Mps: quotazioni più vicino a zero che ai massimi di inizio anno

Il titolo Banca Mps non è da comprare. Va bene che scende ininterrottamente dal giugno del 2007 e che, nel frattempo, vi sono stati numerosi aumenti di capitale che avrebbero dovuto sistemare i conti disastrati della decennale gestione “politica” della banca. Ma, in realtà, i denari freschi sono sempre  e solo serviti a tappare i buchi che di volta in volta sono emersi dall’acquisizione della Banca Antonveneta in poi.

In una situazione di mercato normale molti trader potrebbero prudere le mani dalla voglia di cliccare sul tasto buy. Ed è comprensibile, visto che le quotazioni sono più vicine allo zero che ai livelli di inizio anno, ma è altrettanto vero che non ci sono motivi perché l’azione debba salire. Dal punto di vista grafico, infatti, non esistono segnali di inversione e neppure pattern rialzisti e anche secondo l’analisi fondamentale la faccenda non è ancora del tutto chiara. A ciò si aggiunge che chi ha venduto il titolo in precedenza (perdendo denaro) non avrà certo voglia di ricomperarlo ora, mentre chi lo ha tenuto in portafoglio (e anche in questo caso sta perdendo soldi) non vuole certamente accumulare posizioni. Infine gli istituzionali che aderiscono all’adc stanno già facendo (probabilmente controvoglia) un sforzo enorme e non intendono sostenere ulteriormente i corsi aumentando l’esposizione. In pratica, come recita il detto, sono tutti con i “piedi a mollo” in una generalizzata situazione di stallo.

Poi, se qualcuno vuole scommettere sul futuro può tranquillamente farlo. Immaginarsi che tra dieci anni i prezzi di Banca Mps siano più alti di quelli attuali è uno scenario possibile. Però bisogna ricordarsi due cose: primo, l’investimento non è una scommessa; secondo, al momento su Borsa Italiana ci sono decine di azioni più solide e impostate meglio per un rialzo.


L’andamento settimanale del titolo BANCA MPS

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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