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Banche europee: per Moody’s non ci sarà una Credit Suisse, ecco perché

Banche europee: per Moody's non ci sarà una Credit Suisse, ecco perché

La settimana che si avvia al termine lascia gli investitori con un grande interrogativo, ossia se altre grandi banche europee potranno finire come Credit Suisse. Il gigante finanziario svizzero ha concluso la sua odissea fondendosi con il rivale UBS, mettendo la parola fine a una crisi che durava da anni, passata attraverso scandali finanziari, aumenti di capitale e avvicendamenti manageriali. L’amministratore delegato della banca di Zurigo Ulrich Koerner è l’ultimo ad aver fallito nell’intento di far risorgere lo storico istituto di credito, nonostante i proclami rassicuranti verso gli investitori e il mercato. Probabilmente sarà uno dei tanti a pagare, anche se sicuramente meno dei dipendenti che perderanno il posto di lavoro, non rientrando nei programmi del nuovo gruppo nascente.

La banca da lui amministrata in teoria sarebbe dovuta essere solida, ma in circa un anno la sua capitalizzazione è passata da 30 miliardi di franchi a poco più di 3 miliardi. Una debacle che ha spaventato il suo principale azionista, la Banca Nazionale Saudita, che si è rifiutata di fare nuovi investimenti adducendo motivazioni di carattere statutario. Questa è stata la goccia che ha fatto tracimare il vaso, portando le autorità di regolamentazione a mediare per la soluzione forse meno indolore, quella dell’integrazione con UBS.

 

Banche europee: per Moody’s sono solide

Tornando al quesito iniziale, le principali banche europee difficilmente si troveranno nella stessa situazione di Credit Suisse, secondo Moody’s. “Nessuna delle 11 mega-banche rimanenti in Europa mostra le debolezze del profilo di credito che hanno portato alla perdita di fiducia di investitori e depositanti”, ha scritto la società americana in un rapporto. Gli analisti di Moody’s sottolineano che tali istituti finanziari hanno avviato “esercizi di ristrutturazione profondi e costosi” e ora “hanno in gran parte completato il processo”.

Facendo un raffronto con le banche americane, l’agenzia di rating rileva come i depositi bancari europei saranno probabilmente più stabili, con i grandi istituti di credito che tendono anche a beneficiare dell’assicurazione sui depositi al dettaglio e di una “quota inferiore di liquidità sensibile alla fiducia da parte di grandi società e individui facoltosi”. Tutto ciò servirà per aiutare le banche europee a “proteggere meglio le loro basi di finanziamento in tempi di stress e fragilità dei mercati dei capitali, sostenendo così la stabilità dei bilanci”, ha concluso Moody’s.

 

La BCE rassicura: il sistema bancario europeo è solido

Il messaggio di Moody’s si allinea a quanto affermato durante la settimana dalla Banca Centrale Europea, con il governatore Christine Lagarde che ha ribadito che il settore bancario del Vecchio continente presenta una buona capacità di tenuta sulla base di solide posizioni di capitale e liquidità. Tra l’altro Lagarde ha aggiunto che, qualora dovesse manifestarsi una situazione di crisi, l’Eurotower dispone di tutti gli strumenti necessari per intervenire prontamente fornendo liquidità a sostegno del sistema.

Anche il membro del board della BCE Lorenzo Bini Smaghi ha rimarcato che il sistema bancario europeo è robusto, sottolineando che i depositi europei sono assicurati. A suo avviso, quanto accaduto in Svizzera non è replicabile, anche in rapporto al fatto che lì sono stati cancellati 16 miliardi di franchi di obbligazioni AT1, cosa non possibile in Europa con le leggi in vigore che proteggono prima gli obbligazionisti e poi gli azionisti.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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