Le banche italiane hanno presentato trimestrali solide, a cominciare da tre big del calibro di Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mediobanca, con una remunerazione per i soci, tra dividendi e buyback, destinata a rimanere sostenuta. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).
Nuovi record per le banche italiane che, nella stagione delle trimestrali in corso, confermano ancora una volta la loro solidità reddituale. Una decina di giorni fa Unicredit ha battuto le attese degli analisti in occasione della pubblicazione dei dati del secondo trimestre, con un utile netto rettificato a 2,9 miliardi (+8% a/a), al di sopra dei 2,5 del consensus.
La scorsa ottava è stata la volta dell’altra big di Piazza Affari: Intesa Sanpaolo. Anche in questo caso i conti hanno confermato una solidità eccezionale. La banca guidata da Carlo Messina nei primi sei mesi del 2025 ha incamerato un utile netto di 5,2 miliardi di euro, valore che supererà i 9 miliardi di euro a fine anno. Intesa e Unicredit non sono state due eccezioni. La stessa Mediobanca ha chiuso l’esercizio con conti record: i ricavi sono saliti a 3,719 miliardi (+3% a/a) e l’utile netto a 1,33 miliardi (+4%). Se il trend del comparto bancario è ormai consolidato da qualche anno, ossia da quando la Bce iniziò ad alzare i tassi per combattere la spirale inflattiva post pandemia, a far ben sperare sono gli input prospettici giunti in occasione delle ultime presentazioni dei dati.
Guardando al futuro prossimo, tutte e tre le banche citate in precedenza hanno già annunciato d’aver intenzione di incrementare la remunerazione dei propri azionisti, sia sotto forma di dividendi che di buyback. Questo aspetto diventa molto interessante soprattutto perché avviene dopo che la Bce ha avviato una corposa politica di allentamento monetario già da giugno 2024 e conferma come il modello di business sia diventato resiliente anche su questo fronte. Certo, la corsa degli ultimi anni è stata vigorosa e la spinta aggregativa sembra aver perso un po’ di forza e questo potrebbe favorire qualche presa di beneficio nel breve termine. Altrettanto certo è però che i lauti dividendi che gli istituti di credito dovrebbero continuare a pagare rimarranno un catalizzatore di interesse di molti investitori per il medio periodo.









