Banche USA: aumenta vendita prestiti immobiliari, perdite in arrivo
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Banche USA: aumenta vendita prestiti immobiliari, perdite in arrivo

Banche USA: aumenta la vendita dei prestiti immobiliari, perdite in arrivo

Le banche USA venderanno prestiti immobiliari a prezzo di sconto, sebbene dovranno subire delle perdite. L’obiettivo è quello di ridurre l’esposizione al mercato immobiliare commerciale, che desta molte preoccupazioni per gli istituti di credito. Normalmente le banche evitano di accettare perdite su queste tipologie di prestito, soprattutto quando, come adesso, non vi sono segnali evidenti di un ritardo o mancato rimborso dei pagamenti da parte dei mutuatari. Tuttavia, negli ultimi tempi sono cresciuti i timori per le insolvenze, con riferimento soprattutto ai prestiti concessi alle società che hanno proprietà di uffici. La domanda di uffici infatti è diminuita notevolmente con l’aumento considerevole del lavoro da casa. Giocoforza, il rallentamento dei titoli garantiti da ipoteche commerciali ha fatto accumulare più debito di quanto le banche desiderassero. Debito che ora le aziende di credito hanno bisogno di scaricare.

 

Sarà come nel 2008?

Le mosse delle banche americane per vendere le loro attività di prestito sugli immobili commerciali arrivano in un momento in cui le preoccupazioni sullo stato di salute del settore immobiliare americano sono elevate. La situazione non è ancora come quella del 2008, in cui improvvisamente vi è stato un autentico tornado di vendite dei mutui subprime da parte delle banche, ma il pericolo che la situazione possa degenerare rimane vivo. “I prestiti immobiliari – in particolare quelli sostenuti dagli uffici – affrontano sfide se la domanda rimane debole e i valori continuano ad ammorbidirsi” ha affermato Martin Gruenberg, presidente della Federal Deposit Insurance Corporation degli Stati Uniti, avvertendo che “queste saranno questioni di costante attenzione di vigilanza da parte della FDIC”.

Entrando nello specifico, alcune persone vicino alla situazione di HSBC USA hanno riferito che il gruppo sta per vendere centinaia di milioni di dollari di prestiti immobiliari commerciali a sconto nell’ambito dello sforzo di ridurre il portafoglio prestiti diretti agli sviluppatori statunitensi. Secondo le indiscrezioni, la banca dovrebbe subire una perdita fino al 5%. Il mese scorso, PacWest ha liquidato ben 2,6 miliardi di dollari di prestiti in perdita, con il gruppo di investimento immobiliare Kennedy-Wilson che ha accettato di pagare 2,4 miliardi di dollari per il pacchetto.

Diverse banche hanno cambiato le modalità di contabilizzazione dei prestiti, variando la designazione da “hold to maturity” a “disponibile per la vendita”, il che delinea chiaramente quali sono le reali intenzioni per i prossimi mesi. Uno di questi istituti è Citizens, che ha raddoppiato il suo stock di prestiti pronti a essere venduti a 1,8 miliardi di dollari nel primo trimestre. Mentre Bancorp nello stesso periodo ha riclassificato ben 16 miliardi di dollari di prestiti disponibili per la vendita, rispetto allo zero del trimestre precedente.

 

Banche USA: in arrivo la stretta della Fed

Tutto ciò giunge quando la Federal Reserve si sta preparando per inasprire le regole per le grandi banche già questo mese. Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, l’autorità di regolamentazione americana potrebbe stabilire l’aumento dei requisiti patrimoniali in media del 20%, in modo da aumentare la resilienza del sistema bancario a stelle e strisce dopo il caos di questi mesi con i fallimenti bancari.

L’entità della stretta dipenderà dall’attività dell’istituto di credito, ma le big bank americane dovrebbero subire i maggiori inasprimenti. In particolare, non è escluso che alcune banche come Morgan Stanley e il gigante delle carte di credito American Express dovranno eseguire grandi aumenti di capitale, dal momento che dipendono fortemente dalle commissioni, dall’investiment banking e dalla gestione patrimoniale.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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