Le banche Usa hanno chiuso il 2025 con i profitti più alti di sempre. Lo ha riportato BankRegData, che ha aggregato i dati di 4.300 istituti di credito forniti dalla Federal Deposit Insurance Corporation. Il taglio dei tassi di interesse della Federal Reserve ha comportato pagamenti più bassi ai risparmiatori, un aumento dell’attività di prestito e il contenimento delle perdite su crediti.
In questo articolo:
- Ecco tutti i numeri
- Banche USA: cosa significa il boom dei profitti
Ecco tutti i numeri
Osservando i numeri, si ricava che le banche Usa hanno raggiunto 295,6 miliardi di dollari di utili, in crescita del 10% su base annua e superando il record del 2021, pari a 279 miliardi di dollari. I costi di finanziamento per depositi e altre passività sono ammontati a circa il 2,04% nel 2025, segnando una contrazione rispetto al 2,36% dell’anno precedente. Inoltre, il portafoglio prestiti è arrivato a 13.500 miliardi di dollari, con un incremento di circa 750 miliardi di dollari rispetto all’anno precedente. Di questa cifra, la quota di crediti deteriorati risulta pari all’1,56%, a fronte dell’1,6% del 2024.
“È stato un anno felice”, ha dichiarato Christopher Whalen, analista bancario di lungo corso e presidente di Whalen Global Advisors. “È un altro anno in cui abbiamo superato senza problemi qualsiasi preoccupazione sul credito, il che per me è notevole”. Grazie a queste performance, le retribuzioni dei top manager del settore bancario sono aumentate in misura rilevante, in quanto legate in parte ai risultati aziendali.
Banche Usa: cosa significa il boom dei profitti
Dopo la pandemia, la Federal Reserve aveva portato i tassi di interesse praticamente a zero per stimolare un’economia in ginocchio. Ne è conseguito un forte indebitamento dei consumatori statunitensi, che ha generato problemi quando la Banca centrale si è trovata costretta ad aumentare in modo deciso il costo del denaro per combattere l’inflazione più alta degli ultimi quattro decenni. Nel frattempo, il settore immobiliare commerciale ha dovuto affrontare la diffusione del lavoro da remoto, solo parzialmente rientrata con la fine del Covid-19.
Tuttavia, sia l’indebitamento dei consumatori sia l’impatto dello smart working hanno retto meglio del previsto, sottolinea Jason Goldberg, analista di Barclays. L’esperto evidenzia come nel 2025 il PIL statunitense sia cresciuto in modo sostenuto e i livelli di disoccupazione si siano mantenuti storicamente bassi. “Le banche sono lo specchio dell’economia”, ha affermato. “Se il consumatore ha un lavoro, continua a spendere e a pagare le bollette. C’è sicuramente una maggiore pressione sulle fasce più basse dei consumatori, dopo diversi anni di inflazione elevata, ma le banche continuano a gestire la situazione”.
Dal punto di vista dei mercati finanziari, l’indice bancario KBW, che include i maggiori istituti statunitensi come JPMorgan, Bank of America e Citigroup, è salito di quasi il 30% lo scorso anno, sovraperformando il mercato più ampio. Tuttavia, nelle ultime due settimane il settore finanziario ha subito una correzione, in linea con l’intera Borsa americana, a causa delle preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale. “I guadagni sul fronte azionario saranno molto più difficili da ottenere”, ha detto Whalen di Whalen Global Advisors. “Semplicemente perché credo che quest’anno gli investitori siano più cauti”.









