Come di consueto, le grandi banche USA daranno il via questa settimana alla stagione delle trimestrali di Wall Street. JP Morgan Chase e Wells Fargo apriranno le danze venerdì 11 ottobre, seguite da Citigroup, Bank of America e Goldman Sachs che pubblicheranno i conti martedì 15. Morgan Stanley invece scenderà in campo mercoledì 16 ottobre per chiudere il cerchio.
L’attesa è importante dopo che la Federal Reserve il mese scorso ha tagliato i tassi di interesse di mezzo punto percentuale. Da quando la Banca centrale americana ha iniziato a marzo 2022 il lungo ciclo di strette sul costo del denaro per combattere l’inflazione più insidiosa degli ultimi quattro decenni, per le banche americane è stata una manna. Gli istituti di credito infatti hanno potuto rafforzare la redditività netta da interessi adeguando i tassi su mutui e prestiti in maniera molto più veloce di quanto hanno fatto con i tassi sui depositi dei clienti. Nel tempo però hanno dovuto aumentare anche questi ultimi per arrestare la fuga dei risparmi verso prodotti più remunerativi e altrettanto sicuri come i fondi monetari. Il maxi-taglio della Fed potrebbe essere una mazzata, perché le banche USA vedono ora ridursi ulteriormente il vantaggio acquisito in questi anni.
Banche USA: ecco cosa aspettarsi dai conti trimestrali
Il margine di interesse è ovviamente al centro dell’attenzione di analisti e investitori in questa tornata delle trimestrali. Le quattro banche più grandi in termini di asset – quali JP Morgan Chase, BofA, Citigroup e Wells Fargo – dovrebbero registrare un reddito netto da interessi cumulativo sotto i 62 miliardi di dollari, secondo le aspettative. Questo significherebbe un calo di 5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e il risultato più basso dalla fine del 2022. Gli analisti prevedono che l’utile netto totale delle Big Four scenderà in media del 15% anno su anno.
JP Morgan è stato il principale beneficiario dell’aumento dei tassi di interesse negli ultimi due anni e il suo problema è che ha detenuto una percentuale molto alta di attività a scadenza breve. Queste quindi diventeranno meno redditizie dopo la scadenza a causa del taglio Fed. Il mese scorso i dirigenti della banca avevano lanciato l’allarme, secondo cui gli analisti erano troppo ottimisti riguardo i guadagni da interessi nel 2025. Ora gli esperti di mercato hanno tagliato le stime da 90 a 89 miliardi per il prossimo anno. “La nostra tesi è sempre stata che JPMorgan abbia beneficiato molto quando i tassi salivano solo a causa di come era posizionato il loro bilancio”, ha detto Suryansh Sharma, analista di ricerca di Morningstar. “Ora che i tassi scenderanno, la banca sarebbe in maggiore svantaggio rispetto alle altre”.
A essere meno colpite dalla contrazione del margine di interesse dovrebbero essere Goldman Sachs e Morgan Stanley, in quanto il loro business è più indirizzato verso i segmenti dell’investment banking, del trading e della gestione patrimoniale. Gli analisti stimano un aumento del 26% anno su anno dei profitti nel terzo trimestre di Goldman; mentre l’utile netto di Morgan Stanley è visto in rialzo del 12,5% su base annua.
Uno dei punti maggiormente sotto osservazione in questo ciclo delle trimestrali sarà sicuramente l’investment banking. Dopo la ripresa da due anni anemici, il consensus si aspetta una continuità. Secondo le stime, le commissioni derivanti dal dealmaking di tutte le grandi banche eccetto Wells Fargo dovrebbero crescere in media almeno del 20%.









