Adesso è la Spagna a infiammare il risiko bancario europeo. Oggi Bbva ha annunciato un aumento del 10% della sua offerta di acquisizione su Banco Sabadell, portando la valutazione complessiva dell’operazione a 17 miliardi di euro. La nuova proposta prevede uno scambio di azioni interamente in titoli, con un’azione Bbva per ogni 4,8376 azioni Sabadell, escludendo quindi il precedente componente in contante di 0,70 euro per azione. Un adeguamento che, come spiega la nota ufficiale, mira a migliorare il trattamento fiscale per gli azionisti di Sabadell, rendendo l’operazione fiscalmente neutrale se almeno il 50% degli azionisti accetterà l’offerta.
Nonostante l’aumento, le azioni di Banco Sabadell stanno facendo registrare un calo di quasi il 3%, scendendo a 3,23 euro per azione. Sulla stessa scia quelle di Bbva in flessione di circa il 2% a 16 euro per azione. La discesa del titolo Sabadell suggerisce quindi una certa insoddisfazione tra gli investitori riguardo alla valutazione proposta da Bbva, che potrebbe non riflettere pienamente il valore percepito della banca target.
In questa notizia:
- Bbva-Sabadell: i dettagli dell’operazione
- Il ruolo del governo spagnolo e le analogie con l’Italia
Bbva-Sabadell: i dettagli dell’operazione
L’operazione, se completata, darebbe vita alla seconda banca spagnola per attivi, subito dietro Caixabank, e cambierebbe il volto del mercato domestico. Ma la partita non è semplice, dato che Sabadell ha reagito con nettezza, respingendo l’offerta. Prima del rilancio, il presidente Josep Oliu aveva sottolineato che la proposta fosse addirittura inferiore a quella rifiutata l’anno scorso, ricordando che Sabadell si è apprezzata più di Bbva e ha remunerato meglio i propri soci. Anche l’amministratore delegato César González-Bueno ha parlato di ipotesi irrealistiche e numeri lacunosi, richiamando la necessità di un’analisi approfondita prima di pronunciarsi.
Numeri alla mano, l’operazione è di portata significativa. Bbva è attualmente la terza banca spagnola per attivi, Sabadell la quarta. Insieme supererebbero la soglia simbolica dei mille miliardi di euro, consolidando la posizione domestica e collocandosi subito dietro Caixabank. Tuttavia, le mosse collaterali previste, come la vendita della controllata britannica TSB e la distribuzione di un maxi-dividendo straordinario da 2,5 miliardi di euro, ridurrebbero gli attivi complessivi a circa 981 miliardi, quindi sotto il livello che distingue i colossi europei come Bnp Paribas, Hsbc o Santander. Si tratterebbe dunque di una “quasi megabanca”, con un impatto rilevante sul mercato, ma senza raggiungere le dimensioni dei giganti continentali.
Dal lato di Bbva, il management cerca di controbilanciare la resistenza con una strategia diretta sugli azionisti. Il presidente Carlos Torres Vila ha indicato che le sinergie operative del nuovo gruppo sarebbero significative: 175 milioni di euro stimati per il 2027, 235 milioni per il 2028 e, ipotizzando una fusione completa entro il 2029, sinergie complessive per 900 milioni di euro, di cui 510 milioni derivanti da risparmi sulle spese operative, 325 milioni da razionalizzazione del personale e 65 milioni da sinergie di finanziamento. Parallelamente, Bbva ha programmato incontri, sia in presenza che virtuali, con gli azionisti di Sabadell per illustrare i vantaggi dell’operazione e convincerli della crescita potenziale del gruppo unito.
Il ruolo del governo spagnolo e le analogie con l’Italia
Un elemento chiave in questa operazione è il ruolo del governo spagnolo, che ha comunicato a Bbva l’impossibilità di fondersi con Sabadell per almeno tre anni, eventualmente estendibili fino a cinque o più. Questo implica che, anche in caso di esito positivo dell’opa, le due banche dovrebbero operare in parallelo all’interno dello stesso gruppo, limitando la piena integrazione immediata. Un film già visto in Italia e in Europa.
Oltre alle analogie con l‘opa tra Mps e Mediobanca, quella tra Bbva e Sabadell fa tornare alla luce alcune emblematiche operazioni degli ultimi mesi. D’altronde, sono diverse le banche europee che stanno incontrando difficoltà nel tentativo di consolidamento, a causa della resistenza dei governi nazionali, nonostante la Commissione europea abbia avvertito che interverrà contro le “restrizioni ingiustificate” al mercato unico imposte dagli Stati membri. Ne è un esempio, in questa direzione, il golden power applicato dal governo italiano all’opa lanciata da Unicredit su Banco Bpm, che ha costretto l’a.d. di Piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel, a ritirare l’offerta. Oppure ancora l’ascesa nei confronti di Commerzbank, operazione non apprezzata dal governo tedesco.









