BCE: il QT un rischio da 300 miliardi per l'Eurozona - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

BCE: il QT un rischio da 300 miliardi per l’Eurozona

BCE: il QT un rischio da 300 miliardi per l'Eurozona

Giovedì la BCE dovrà prendere una decisione importante, per quanto inevitabile: iniziare il quantitative tightening, insieme all’aumento dei tassi d’interesse di 50 punti base. L’istituto centrale europeo dovrebbe delineare il piano per ridurre il gigantesco portafoglio obbligazionario, arrivato a 5.000 miliardi di euro per via del quantitative easing iniziato nel 2015 e rafforzato durante tutto il periodo pandemico. A luglio di quest’anno, l’Eurotower ha smesso di acquistare nuovi titoli obbligazionari governativi e societari, ma ha reinvestito i proventi giunti a scadenza.

L’idea è quella di interrompere il reinvestimento con gradualità, per evitare scossoni nei mercati in termini di spread dei rendimenti. Tuttavia, il Governatore della Bundesbank, Joachim Nagel, spinge per uno stop aggressivo ai reinvestimenti già nel primo trimestre del prossimo anno, mentre le colombe di Francoforte propendono per iniziare il processo solo nel secondo quarto.

Altre Banche centrali si sono portati avanti con il lavoro. La Federal Reserve ha iniziato il deflusso già prima di questa estate, mentre la Bank of England ha cominciato a smantellare le obbligazioni prima della scadenza. La Banca Centrale Europea dovrà anche cominciare a disfarsi della montagna di debito pubblico e privato accumulato prima di giungere a maturazione, ma per diversi anni questo è difficile che lo metta in pratica.

 

BCE: il QT rievoca la crisi del debito del 2011

Una presenza più sfumata della BCE nei mercati del debito sovrano comporta un vuoto che gli analisti stimano in almeno 300 miliardi di euro per il 2023. Questo potrebbe determinare tumulti soprattutto relativamente ai titoli di Paesi altamente indebitati come l’Italia. La terza potenza europea ha un debito pubblico che si aggira intorno al 150% del PIL e i rendimenti attuali dei BTP a 10 anni rendono il 3,8%, il triplo rispetto a inizio 2022. Con la BCE che si defila, mancherebbe un sostegno fondamentale, con il rischio che una risalita dei rendimenti riponga la questione della sostenibilità del debito. Secondo Sven Jari Stehn, capo dell’economia europea presso la banca d’investimento statunitense Goldman Sachs, il Governo guidato da Giorgia Meloni, si trova su “un sentiero fiscale stretto”, in un contesto dove il Paese è “vulnerabile nel medio periodo”.

In genere, gli analisti paventano una situazione simile a quella che si determinò un decennio fa con la crisi del debito sovrano dell’Eurozona. Veronika Roharova, responsabile dell’economia dell’area euro presso Credit Suisse, ha affermato che “le preoccupazioni per la sostenibilità del debito potrebbero riemergere in Paesi come l’Italia, con l’ulteriore aumento dei tassi di interesse e il passaggio della BCE dall’acquisto netto di obbligazioni alla vendita”.

Il problema di fondo è che il blocco dell’Eurozona dovrebbe aumentare le spese per far fronte alla crisi energetica e questo farà crescere l’indebitamento, proprio mentre l’Eurotower attua il quantitative tightening. Pictet Wealth Management sottolinea come i Governi dei 19 Paesi della zona euro l’anno prossimo porteranno il debito emesso da 1.100 e 1.300 miliardi di euro. Anche Ludovic Subran, capo economista dell’assicuratore tedesco Allianz, prefigura uno scenario simile a quello del 2011, con “pochissime prospettive di crescita, debito elevato e tassi di interesse in aumento”. A giudizio degli analisti di ING, l’ammontare del debito pubblico dell’eurozona salirà da 200 miliardi di euro del 2022 a oltre 500 miliardi nel 2023, e dovrà essere coperto da investitori privati.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *