BCE: politica monetaria in pausa o attiva per Pasqua? La view degli analisti - Borsa e Finanza

BCE: politica monetaria in pausa o attiva per Pasqua? La view degli analisti

BCE: politica monetaria in pausa o attiva per Pasqua? La view degli asset manager

Il giorno del meeting della BCE di aprile 2022 è arrivato. L’ottimismo di consumatori e investitori è stato definitivamente affossato con lo scoppio del conflitto tra Mosca e Kiev, che ha infiammato i prezzi delle materie prime energetiche e sconvolto gli equilibri geopolitici già fragili del Vecchio Continente. Le rigide sanzioni nei confronti di Mosca hanno il rovescio della medaglia di penalizzare anche i Paesi dell’Eurozona, fortemente dipendenti dalle sue esportazioni.

Secondo Fitch, il PIL del mondo è atteso in crescita del 3,5% quest’anno, 0,7 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni precedenti. Per l’Eurozona, epicentro della guerra Russia-Ucraina, le stime del Prodotto Interno Lordo per il 2022 sono state ridotte al 3% (-1,5 punti percentuali sulle precedenti previsioni).

La BCE si trova a un bivio. Da una parte l’inflazione annuale dell’Eurozona ha raggiunto il massimo storico di +7,5% a marzo, dall’altra la crescita economica globale non sta viaggiando sui ritmi auspicati per il post pandemia. Un’eccessiva fretta per normalizzare la politica monetaria e mettere un freno all’indice dei prezzi al consumo potrebbe aprire le porte ad una recessione. Non solo, strette troppo marcate potrebbero innescare anche una nuova crisi dei debiti sovrani periferici. Alcuni chiarimenti potrebbero arrivare dalla riunione dell’Eurotower di oggi.

A marzo, la BCE aveva concluso gli acquisti netti di asset nell’ambito del programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) e aveva comunicato che gli acquisti netti di asset nell’ambito del regolare programma di acquisto (APP) sarebbero continuati con 40 miliardi di euro nel mese di aprile, 30 miliardi a maggio e 20 miliardi a giugno. Per quanto riguarda i tassi di interesse, l’istituto centrale aveva abbandonato il bias inferiore sulla forward guidance, sottolineando che qualsiasi aggiustamento avrà luogo “un po’ di tempo dopo” la fine degli acquisti netti di asset.

La normalizzazione della politica monetaria nel 2022 è dunque scontata, ma permane l’incertezza sulle modalità e tempistiche con cui verrà concretizzata. Motivo per cui gli occhi degli investitori sono puntati sulla riunione in cui la Governatrice, Christine Lagarde, potrebbe svelare qualche indicazione aggiuntiva.

 

Riunione BCE aprile 2022: le attese degli analisti

Annalisa Piazza, Fixed-Income Research Specialist di MFS Investment Management, esclude che questa settimana la BCE stabilisca una data per la fine del Programma di Acquisto di Asset, considerando ancora l’elevata incertezza del quadro economico. Il terzo trimestre rimane lo scenario di base, con un certo margine di aggiustamento in base agli sviluppi economici e alla pressione inflazionistica.
Prevediamo che la BCE avvierà un graduale ciclo di rialzi nell’ultimo trimestre di quest’anno, poiché il Consiglio Direttivo è intenzionato a riportare i tassi in territorio leggermente positivo prima di un’altra recessione. Tuttavia, i rischi di frammentazione del mercato complicano la situazione generale, ma crediamo che non verrà stabilito alcun accordo né annuncio ufficiale in merito questa settimana”, spiega l’analista.

A parere di Konstantin Veit, Portfolio Manager European Rates di PIMCO, la BCE non prenderà decisioni significative di politica monetaria nella riunione di domani.
Gli acquisti nel terzo trimestre dipenderanno dai dati, ma crediamo che la BCE porrà fine agli acquisti netti di asset a luglio, soprattutto se l’inflazione continuerà a sorprendere al rialzo. Un primo rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base a settembre sarebbe uno scenario plausibile. Il mercato prevede due aumenti dei tassi di 25 punti base entro la fine di quest’anno; uno scenario ragionevole, a nostro avviso”, specifica il gestore di PIMCO.

Più accomodante la view di Mabrouk Chetouane e Nicolas Malagardis, Global Market Strategy di Natixis IM, secondo cui la BCE non aumenterà i tassi nel 2022. Gli esperti si aspettano tuttavia che un eventuale rialzo nel 2023 dipenda da quanto influirà negativamente il conflitto sulla domanda.

Sylvain Broyer, Chief Economist EMEA di S&P Global Ratings, si concentra di più sul ritiro dell’APP dall’arsenale della Banca Centrale Europea. L’analista evidenzia come sia improbabile che questa decisione venga presa già nella riunione di oggi. Sarebbe infatti una decisione prematura per 4 motivi:

  • si è già avuto un notevole inasprimento delle condizioni di finanziamento dopo lo scorso meeting;
  • i dati economici pubblicati ancora non incorporano pienamente l’impatto della guerra in Ucraina sull’economia;
  • i membri del Consiglio Direttivo stanno mettendo sempre più in dubbio che l’inflazione torni sotto il target del 2% entro il 2024;
  • lasciare che il programma di acquisti netti di obbligazioni continui per un altro mese potrebbe aiutare a frenare l’impennata dei rendimenti a lungo termine

Infine Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM, si allinea alla previsioni di Broyer: “sebbene le divisioni all’interno del Consiglio Direttivo della BCE, dove i falchi stanno prendendo il sopravvento, sembrino evidenti, riteniamo che il board si concentrerà sulla probabile fine del programma di acquisto di obbligazioni. Continuiamo a credere che un rialzo dei tassi quest’anno sia improbabile”.

Quanto alle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (TLTRO III), la BCE ha annunciato di aspettarsi che le condizioni speciali di pandemia finiscano il prossimo giugno, una decisione dovrebbe essere presa ufficialmente nella riunione di oggi.

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