Ci siamo, Bending Spoons è vicina a compiere un altro passo della sua storia. L’unicorno italiano è pronto a sbarcare nell’Olimpo della finanza e a quotarsi in Borsa. Le tempistiche ancora non sono chiare, ma il processo è già in moto e potrebbe realizzarsi anche prima del previsto, come annunciato dallo stesso a.d. Luca Ferrari in un’intervista rilasciata a Reuters: “Non so se ci quoteremo l’anno prossimo, ma siamo pronti. Ogni anno potrebbe essere quello giusto”. Una dichiarazione di intenti che fa trasparire un aspetto ben preciso: il 2026 potrebbe davvero essere l’anno dell’ipo.
In questo articolo:
- Bending Spoons: obiettivo Ipo
- Cosa farà Bending Spoons con Vimeo e Aol
- La stoccata all’Ue sull’IA
- La storia di Bending Spoons e gli unicorni italiani
Bending Spoons: obiettivo ipo
Partendo dal presupposto che con ogni probabilità l’ipo avverrà negli Stati Uniti, anche in virtù delle varie acquisizioni effettuate negli ultimi anni e visto l’ampio respiro tecnologico e mondiale inseguito fin da subito, la quotazione in Borsa di Bending Spoons arriverebbe in scia a un momento molto particolare per l’azienda, peraltro più volte annunciato dallo stesso Ferrari.
Per il 2026 infatti, la società prevede di raddoppiare i margini dopo l’acquisizione della piattaforma di streaming video Vimeo e del portale web Aol. Secondo Ferrari, l’ebitda arriverà a 1,4 miliardi di dollari l’anno prossimo, dai 700 milioni nel 2025. Una spinta importante che ha inevitabilmente accresciuto la volontà di guardare anche alla Borsa.
D’altronde – anche per realizzare le tante acquisizioni messe a segno negli ultimi anni (quella di Vimeo è stata realizzata per 1,38 miliardi di dollari) – Bending Spoons ha raccolto una serie di finanziamenti. In ultimo quello da 2,8 miliardi di dollari “per finanziare l’acquisizione di Aol e altre future operazioni”. Segno che la società non ha alcuna intenzione di fermarsi e che ormai si è presa un posto decisivo nel mondo del tech. Basti pensare che lo scorso 31 ottobre, in seguito alla chiusura di un round da 710 milioni di dollari, la società ha raggiunto una valutazione pre-money di 11 miliardi di dollari.
Cosa farà Bending Spoons con Vimeo e Aol
Come specificato dallo stesso Ferrari, in Vimeo il piano è che l’IA automatizzi i processi che richiedono molto tempo, come la conversione dei formati video, la generazione di sottotitoli e la traduzione automatica.
Per Aol, invece, l’obiettivo immediato sarà quello di migliorare le raccomandazioni di contenuti per aumentare le performance pubblicitarie, prima di modernizzare il servizio di posta elettronica per allinearlo ai principali concorrenti. Peraltro, ha anche annunciato che la società sta valutando l’apertura di uffici a Madrid e Varsavia, dato che da Vimeo e Aol si aggiungeranno 1.250 persone alle oltre già 1.000 che impiega oggi Bending Spoons.
La stoccata all’Ue e all’IA
In questa direzione, il cofondatore della società tech ha colto l’occasione per lanciare una stoccata all’Ue, in quanto gli sforzi messi in campo per creare un insieme unico di regole affinché le startup possano operare in tutta l’Unione sono “ben intenzionati, ma difettosi”. “Prima di tutto, bisognerebbe procedere con una deregolamentazione aggressiva del quadro normativo in tutti i Paesi Ue e solo allora avrebbe senso armonizzare le regole rimaste”, ha evidenziato.
Infine, Ferrari ha anche lanciato un avvertimento sull’intelligenza artificiale, riprendendo l’analisi fatta in questi giorni anche da Michael Burry. “Accanto a pochi progetti e aziende con valore reale e valutazioni potenzialmente ragionevoli – seppure un po’ alte – ci sono molte imprese prive di valore che vengono valutate a livelli folli”, ha detto Ferrari, specificando che Bending Spoons preferisce investire in aziende che sono state lente ad adottare l’IA, per poi usare la tecnologia per migliorare i propri prodotti.
La storia di Bending Spoons e gli unicorni italiani
Bending Spoons nasce a Copenaghen nel 2013 da un gruppo di giovani italiani, che due anni dopo decidono di trasferire la sede a Milano. La società si è inizialmente distinta come sviluppatore di app di largo consumo, raggiungendo milioni di utenti in tutto il mondo. Tra le applicazioni di maggior successo figurano Splice (montaggio video), Remini (fotoritocco basato su intelligenza artificiale) e 30 Day Fitness. Durante la pandemia, il nome di Bending Spoons è diventato noto al grande pubblico italiano perché scelse di sviluppare Immuni, l’app di tracciamento dei contatti scelta dal Governo.
Il successo di Bending Spoons si inserisce in un contesto ancora giovane ma in fermento: quello degli unicorni italiani. Parliamo di scaleup valutate oltre un miliardo di dollari. Oggi sono quattro le società che rientrano a pieno titolo in questa categoria. Satispay, il sistema di pagamenti digitali; Scalapay, fintech specializzata nel “buy now, pay later”; iGenius, deep-tech focalizzata sull’intelligenza artificiale. E, infine, proprio Bending Spoons.









