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Biocarburanti: cosa sono e a cosa servono

Biocarburanti: cosa sono e a cosa servono

In un periodo storico in cui si parla con insistenza di minaccia per l’uomo da parte del surriscaldamento globale e di transizione energetica, un tema che riveste una certa importanza riguarda i biocarburanti. In questa guida approfondiremo l’argomento definendo cosa sono, le differenze rispetto ai combustibili fossili, le tipologie presenti e la loro importanza nell’ambito del cambiamento climatico.

 

Biocarburanti: definizione e caratteristiche

I biocarburanti sono dei combustibili ottenute dalle biomasse, ovvero da fonti rinnovabili come piante, alghe e rifiuti organici, attraverso la fissazione biologica del carbonio. Per fissazione biologica del carbonio si intende la trasformazione di anidride carbonica in composto organico. Da qui il termine bio. Il carburante invece è la sostanza che produce energia in modo da rendere attivi gli organismi viventi. Ogni molecola che viene utilizzata per produrre energia viene definita combustibile. In termini pratici, i biocarburanti non sono altro che idrocarburi prodotti da esseri viventi che sono utilizzati per alimentare beni come attrezzature, edifici e altro.

 

Biocarburanti: le differenze con i combustibili fossili

I biocarburanti sono molto diversi dai combustibili fossili. Una prima differenza va ricercata nella rinnovabilità. La produzione di biocarburante avviene in breve tempo perché deriva dalle biomasse, ossia da materie organiche che si trovano in esseri viventi morti presenti in ambienti acquatici e terrestri. Per questo, sono rinnovabili. Viceversa, i combustibili fossili si formano in milioni di anni e quindi la tempistica lunga non li rende rinnovabili.

Una seconda differenza, legata alla prima, riguarda la capacità estrattiva o produttiva e il costo relativo. I biocarburanti possono essere prodotti in quantità importante, sebbene ciò richieda lo sfruttamento di terreni fertili per la coltivazione di biomasse. I combustibili fossili sono in quantità limitata e la loro estrazione dal sottosuolo attraverso scavi, perforazioni e quant’altro è un processo complesso, costoso e dannoso per l’ambiente.

 

Biocarburanti: tipologie

È possibile individuare diverse tipologie di biocarburante. Vediamole di seguito, illustrando le differenze con i rispettivi combustibili fossili.

Bioetanolo

Il bioetanolo è un carburante a base di alcool etilico derivante da colture come mais, canna da zucchero o panico verga, e che viene utilizzato principalmente nei motori o come additivo per la benzina. Rispetto a quest’ultima ha meno energia per massa, il che implica il doppio della quantità per ottenere la stessa energia. A differenza della benzina, il bioetanolo produce meno anidride carbonica, anche se più ozono.

Biodiesel

Il biodiesel è un carburante analogo al diesel, solo che è ottenuto non dal petrolio ma da fonti rinnovabili come oli vegetali o grassi animali. Rispetto al diesel produce energia in quantità lievemente inferiore, ma risulta più pulito con meno particolato e meno solfuri, anche se più corrosivo.

Biogas

Il biogas è un combustibile prodotto da materiali di scarto organici, come residui agricoli, rifiuti alimentari o liquami. È costituito principalmente da metano e anidride carbonica e può essere utilizzato per il riscaldamento, la produzione di elettricità o come carburante per veicoli.

Biobutanolo

Biobutanolo è un carburante prodotto direttamente da biomasse per fermentazione o per gassificazione e successive trasformazioni del gas di sintesi. Viene di solito utilizzato come additivo della benzina e del diesel. Rispetto al combustibile fossile, però, produce meno energia. La sua caratteristica peculiare è che può essere impiegato in qualsiasi mezzo a benzina senza effettuare modifiche strutturali.

Liquefazione idrotermale

La liquefazione idrotermale consiste nella conversione della biomassa in un combustibile liquido attraverso processi ad alta temperatura e alta pressione utilizzando alghe, residui colturali e biomassa legnosa. Essa offre un percorso per produrre sostituti rinnovabili del petrolio greggio.

 

Vantaggi e svantaggi

Alla fine, la domanda che sorge spontanea riguardo i biocarburanti è relativa all’utilità effettiva nell’ecosistema. Un grande vantaggio consiste nel risparmio sui costi di produzione che sono elevati per i combustibili fossili, il che porta benefici non indifferenti sul prezzo finale pagato dai consumatori.

Un ulteriore enorme beneficio consiste nel contributo alla riduzione del surriscaldamento globale. È vero che il diossido di carbonio prodotto dai biocarburanti è un gas serra molto potente e che quindi non giova all’ambiente, ma è altrettanto vero che la coltivazione di piante e vegetali per produrre combustibili naturali permette di assorbire la quantità di carbonio immessa nell’atmosfera tramite il processo di fotosintesi. In sostanza, quando i biocarburanti vengono bruciati rilasciano anidride carbonica, che però viene assorbita dalle piante utilizzate per produrli.

Un terzo beneficio consiste nella sicurezza energetica. Grazie alla produzione dei biocarburanti viene ridotta la dipendenza dai combustibili fossili come gas e petrolio, assicurando maggiormente il fabbisogno energetico dei Paesi che si affidano per lo più all’importazione di materie prime per la produzione di energia.

Infine, ne trae vantaggio anche l’agricoltura, perché le colture di biocarburanti forniscono reddito aggiuntivo agli agricoltori diversificando l’attività e mitigando i rischi associati alla fluttuazione dei prezzi, oltre a contribuire alla conservazione del suolo.

Per quanto riguarda gli svantaggi, se ne possono individuare altrettanti. Innanzitutto, vi è l’impatto sulla sicurezza alimentare, poiché alcune colture vengono dirottate verso la produzione di biocarburanti mettendo a volte in ombra quelle alimentari. Ciò implica un calo dell’offerta dei prodotti alimentari e quindi un aumento dei prezzi.

In secondo luogo, i biocarburanti hanno una minore densità energetica di quella dei combustibili fossili, il che richiede ad esempio rifornimenti più frequenti per le auto alimentate con i combustibili bio.

In terzo luogo, esiste un problema di emissioni di gas serra, per quanto l’impatto ambientale complessivo risulti positivo. Infatti, i biocarburanti emettono sostanze inquinanti durante la coltivazione, la lavorazione e il trasporto.

In ultimo, essi contribuiscono alla deforestazione, dal momento che le foreste o gli ecosistemi naturali vengono convertiti in piantagioni di biocarburanti.

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