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Bitcoin in picchiata, torna la paura della bolla

Bitcoin in picchiata, torna la paura della bolla

Bitcoin è crollato oggi fino a 63.000 dollari, alimentando vecchie paure di una bolla. Ad affondare la principale criptovaluta hanno contribuito soprattutto due fattori. Il primo è il deflusso giornaliero record da Grayscale Bitcoin Trust, il più grande fondo crittografico negoziato in Borsa con 25 miliardi di dollari di asset. Secondo i dati Bloomberg, lunedì Grayscale ha registrato uscite di denaro per 643 milioni di dollari, il massimo da quando è avvenuta la conversione da fondo comune in ETF l’11 gennaio. I deflussi si uniscono a quelli dagli altri ETF che nel complesso sono ammontati a 154 milioni di dollari.

Il secondo fattore è la politica monetaria delle Banche centrali. Oggi la Bank of Japan ha alzato i tassi di interesse per la prima volta dopo 17 anni, ponendo fine al regime di costi di finanziamento negativi che perdurava dal 2015. La Federal Reserve sta per iniziare la due giorni della riunione che si concluderà mercoledì 20 marzo con la conferenza stampa del presidente Jerome Powell. Il mercato teme che il governatore ribadirà ancora una volta che i tassi di interesse non saranno tagliati a breve.

 

Bitcoin: è tornata la paura della bolla?

Le prese di profitto giungono dopo una cavalcata straordinaria del Bitcoin che ha segnato un record storico di 73.740 dollari il 14 marzo. Secondo Menno Martens, specialista delle criptovalute e product manager di VanEck, il ciclo attuale di Bitcoin in rapporto al massimo storico potrebbe essere diverso rispetto al passato e “rendere probabile una correzione significativa”. Intanto qualcuno agita lo spettro di una bolla, alimentando il panico tra molti investitori che chiudono le operazioni per proteggere i profitti fin qui conseguiti.

A far la differenza questa volta potrebbe essere l’halving previsto in aprile, che solitamente comporta incrementi nelle quotazioni di Bitcoin. “Storicamente gli eventi di dimezzamento dell’estrazione di Bitcoin, che si verificano ogni quattro anni circa, hanno portato a un aumento del prezzo”, ha dichiarato Yuya Takemura, fondatore di Axys Holding. “Il prossimo dimezzamento nel 2024 potrebbe seguire questa tendenza, causando un incremento significativo del prezzo nel 2025”.

Quindi, ripartirà Bitcoin verso nuove mete? Secondo alcuni analisti, sarà molto importante la dinamica dei flussi negli ETF. Standard Chartered ha affermato che il livello di 150.000 dollari “sembra ora probabile con il più rapido passaggio dagli afflussi dell’ETF”, mentre per la fine del 2025 Bitcoin potrebbe arrivare a 200.000 dollari o a 250.000 dollari se tali afflussi continueranno a ritmo sostenuto e/o i gestori acquisteranno monete”. Si spinge oltre MP Securities, che stima un prezzo per Bitcoin di 280.000 dollari nei prossimi tre anni proprio grazie all’accelerazione degli afflussi di ETF. “L’approvazione dell’ETF spot da parte della Securities and Exchange Commission è solo l’inizio di un processo più lungo di allocazione del capitale”, ha affermato la società finanziaria.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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