La Blockchain sta uscendo dalla fase sperimentale per diventare l’infrastruttura della finanza globale. In queste parole si concentra tutta la rivoluzione che la “catena a blocchi” sta già operando e che Sandy Kaul, responsabile Franklin Innovative Research, Strategies and Technologies First di Franklin Templeton, ha illustrato in occasione dell’Innovation Forum 2026. “Il settore finanziario – ha affermato – sta entrando in una fase di trasformazione molto più ampia, destinata a ridefinire investimenti, pagamenti, mercati e gestione della liquidità”.
In questo articolo:
- Le banche verso i depositi digitali per evitare il dissanguamento
- Sulla Blockchain il denaro non dorme mai, per davvero
- Efficienza e democratizzazione
Le banche verso i depositi digitali per evitare il dissanguamento
“Stiamo gettando le basi per trasferire l’intero sistema finanziario su infrastrutture basate su blockchain”, ha spiegato Kaul, facendo suonare un campanello d’allarme nel mondo della finanza tradizionale, soprattutto nelle banche. Le quali, così come tutti gli altri attori di questo mondo, dovranno trasformarsi e adeguarsi. Come sta già facendo Mastercard, impegnata nella costruzione di un’infrastruttura che permetta ai commercianti di emettere stablecoin proprietarie. Sono i numeri a costringere a un ripensamento del modello di business. L’esperta di Franklin Templeton ha affermato che oggi “il volume delle transazioni in stablecoin avrebbe già superato quello combinato di Visa e Mastercard, con oltre 1.000 miliardi di dollari di transazioni giornaliere e quasi 400 miliardi di dollari di liquidità immobilizzata all’interno dell’ecosistema”.
Le banche sembrano invece puntare sui depositi tokenizzati che “diventeranno il contante digitale del futuro”. È una soluzione per mantenerli all’interno del sistema bancario perché, una volta usciti per iniziare a girare sulla Blockchain, il rischio è che non rientrino più. “A differenza delle stablecoin, infatti, i depositi tokenizzati restano all’interno del sistema bancario e rappresentano semplicemente liquidità bancaria convertita in forma digitale trasferibile via blockchain” aggiunge. Secondo le stime riportate dalla manager, tra 100mila e 140mila miliardi di dollari potrebbero essere movimentati nei depositi tokenizzati entro il 2030.
Sulla Blockchain il denaro non dorme mai, per davvero
Ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, senza sabati né domeniche. Le Borse globali continueranno a vomitare numeri, percentuali, grafici, notizie, anche nei fine settimana. Che siate d’accordo o no, questo è il destino segnato dei mercati finanziari. È non si tratta di una previsione su un futuro indefinito, si tratta del domani. Sandy Kaul ha ricordato che il New York Stock Exchange si tra preparando a operare 24/7 entro il prossimo anno e il Nasdaq sta facendo lo stesso. Finora solo il mercato delle valute continuava a girare all’infinito come in un girone infernale. “Questa diventerà la normalità” ha sottolineato l’esperta. Le piattaforme di criptovalute, del resto, funzionano senza interruzioni da anni” ha aggiunto.
La Blockchain non cambierà soltanto gli orari di negoziazione, ma anche il modo in cui individui e imprese custodiscono il denaro e gli asset finanziari. Non più una banca, un broker, un’assicurazione, un’agenzia immobiliare. Solo un wallet digitale dove tutti gli aspetti della vita finanziaria di una persona (e non solo se si considerano i beni materiali come le case o i passion asset) confluiranno. La catena a blocchi diventerà “il registro universale di proprietà di asset finanziari, liquidità e strumenti di investimento”. Lo sta già diventando in realtà. È Giuliana Borello, responsabile Training and Reserach per l’Italia, a evidenziare l’accelerazione del processo di tokenizzazione degli asset: “Sei volte in dodici mesi”.
“Da un lato, piattaforme come New York Stock Exchange, Nasdaq ed Euronext stanno valutando la tokenizzazione di azioni ed etf. Dall’altro, i crypto exchange stanno cercando di evolversi da semplici infrastrutture per criptovalute a veri mercati finanziari digitali” ha proseguito. “Il token diventerebbe una sorta di contenitore intelligente – ha spiegato Sandy Kaul – capace di eseguire automaticamente operazioni oggi affidate a strutture amministrative e back office”. Per esempio, Franklin Templeton ha sviluppato un fondo monetario tokenizzato (Benji n.d.r.) che utilizza smart contract per calcolare e distribuire quotidianamente la remunerazione. In prospettiva, la stessa logica potrebbe applicarsi a cedole obbligazionarie, stock split, gestione delle deleghe di voto e prestito titoli.
Efficienza e democratizzazione
L’automazione conseguibile grazie alla Blockchain ridurrà drasticamente i costi operativi dell’industria finanziaria. Come illustrato nel corso dell’Innovation Forum, attualmente titoli e pagamenti viaggiano su infrastrutture separate, coordinate attraverso messaggi Swift e procedure di regolamento che richiedono un certo lasso di tempo per essere portate a termine. Con la Blockchain, invece, asset e denaro digitale convivrebbero sulla stessa rete e tutto avverrebbe in pochi secondi. “La conseguenza più immediata sarebbe un aumento della velocità di circolazione del capitale. Ma l’impatto potrebbe essere ancora più profondo sul piano della democratizzazione finanziaria. Franklin Templeton ritiene infatti che la tokenizzazione renderà investimenti, prestiti titoli e utilizzo del collaterale accessibili anche agli investitori retail, attività oggi riservate prevalentemente agli operatori istituzionali” ha spiegato Sandy Kaul, disegnando una struttura finanziaria a tre livelli: “Blockchain e wallet come base di archiviazione, un livello universale di liquidità per tutte le forme di denaro digitale e infine un ecosistema di asset tokenizzati”. “La Blockchain, dunque, non viene più osservata soltanto come tecnologia per criptovalute, ma come la base di una nuova architettura finanziaria” conclude Borello.









