Il dibattito sul bonus casa si riaccende proprio mentre il Ddl di Bilancio consolida l’assetto degli incentivi più onerosi, lasciando tuttavia spazi di intervento utili per misure di minore incidenza ma di forte rilevanza economica e sociale. Il settore immobiliare, infatti, continua a muoversi tra l’esigenza di sostenere l’acquisto di abitazioni energeticamente efficienti e la necessità di facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato, soprattutto in una fase segnata da tassi dei mutui elevati e potere d’acquisto ridotto.
Di conseguenza, si stanno delineando tre direttrici d’intervento che meritano un’analisi approfondita: il possibile ritorno del Bonus case green, la riapertura delle agevolazioni per gli under 36 e un potenziale ritocco dell’Irap per le Sgr immobiliari.
In questo articolo:
- Bonus case green: perché il ritorno della detrazione del 50% sull’Iva potrebbe cambiare il mercato
- Bonus casa under 36: come la proroga al 2028 potrebbe incidere su mutui, Isee e accesso alla prima casa
- Sgr immobiliari e Irap: perché la cancellazione dell’aumento dell’aliquota può stabilizzare il settore
Bonus case green 2025: perché il ritorno della detrazione del 50% sull’Iva potrebbe cambiare il mercato
La reintroduzione del Bonus case green si inserisce in un percorso già tracciato negli anni precedenti. La misura, infatti, era stata attivata nel 2016-2017 e, più di recente, nel 2023, con una detrazione Irpef del 50% dell’Iva pagata all’acquisto di immobili in classe energetica A e B ceduti da imprese costruttrici oppure da Oicr immobiliari. Poiché la detrazione era ripartita in dieci anni, il beneficio si configurava come un intervento strutturato, capace di incidere gradualmente sulla convenienza economica dell’acquisto.
Proprio per questo, la proposta avanzata da Forza Italia e sostenuta da operatori come Ance e Confindustria Assoimmobiliare punta a colmare un vuoto lasciato nell’ultimo anno.
Il comparto delle nuove costruzioni, infatti, si trova a fronteggiare costi in crescita, margini ridotti e normative europee sempre più stringenti in materia di efficientamento energetico. Di conseguenza, una detrazione sull’Iva permetterebbe di ridurre il prezzo effettivo dell’immobile, rendendo più competitivi gli edifici green, spesso penalizzati da costi di costruzione superiori rispetto all’usato.
Inoltre, l’eventuale ripristino del Bonus case green andrebbe a inserirsi in un contesto in cui la domanda di immobili ad alte prestazioni energetiche cresce costantemente. Ciò non soltanto in vista degli obiettivi climatici del 2030, ma anche perché famiglie e investitori stanno percependo sempre più chiaramente i vantaggi economici legati al risparmio energetico nel lungo periodo. Pertanto, una misura di questo tipo potrebbe generare un effetto moltiplicatore significativo sull’intero segmento del nuovo, favorendo investimenti più rapidi e certi.
Bonus casa under 36: come la proroga al 2028 potrebbe incidere su mutui, Isee e accesso alla prima casa
Parallelamente, la proposta di riaprire le agevolazioni dedicate agli giovani sotto i 36 anni (Bonus casa under 36) con Isee fino a 40mila euro rappresenta un altro tassello importante. Poiché gli incentivi avevano cessato di produrre effetti dal 2025, molti potenziali acquirenti si sono trovati improvvisamente senza strumenti fiscali in grado di facilitare il salto verso la prima casa.
In precedenza, il beneficio consentiva l’esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale, un credito d’imposta pari all’Iva versata in caso di acquisto di nuovo e l’esenzione dall’imposta sostitutiva sui finanziamenti.
La nuova ipotesi normativa, delineata sempre da Forza Italia, mira a spingere l’orizzonte agevolativo fino al 2028, così da offrire una cornice più stabile sia agli istituti di credito sia ai giovani acquirenti. Poiché i mutui per under 36 sono stati tra i più richiesti negli ultimi due anni, una proroga permetterebbe di ricostruire un percorso di sostegno interrotto troppo bruscamente. Inoltre, il costo per l’erario (circa 132 milioni l’anno) appare sostenibile in relazione all’impatto sociale positivo atteso.
Sotto il profilo economico, la riapertura del Bonus casa under 36 avrebbe poi l’effetto di ridurre l’esborso iniziale per l’acquisto e di facilitare l’accesso al credito, in un momento in cui la stretta monetaria ha reso più complesso per i giovani affrontare rate elevate. Contestualmente, il mercato immobiliare beneficerebbe di una domanda più stabile e prevedibile, soprattutto nei centri urbani dove la fascia under 36 costituisce una componente essenziale delle transazioni.
Sgr immobiliari e Irap: perché la cancellazione dell’aumento dell’aliquota può stabilizzare il settore
Accanto agli incentivi per privati e giovani acquirenti, un altro fronte riguarda le Sgr immobiliari. L’incremento di due punti percentuali dell’aliquota base Irap, originariamente pensato per banche e assicurazioni, rischierebbe di produrre effetti collaterali rilevanti sui fondi immobiliari, già sottoposti a pressioni regolamentari e di mercato.
Per questa ragione, due emendamenti presentati da Fratelli d’Italia e Forza Italia propongono un intervento correttivo, volto ad annullare l’aumento.
Il tema è tutt’altro che marginale. Se infatti l’aumento fiscale venisse confermato, molte Sgr potrebbero trovarsi a rivedere la strategia di allocazione del capitale, con ricadute dirette sulla redditività dei veicoli e sulla competitività rispetto a quelli operanti in altri Paesi europei.
Inoltre, un aggravio di questo tipo potrebbe frenare operazioni di sviluppo urbano e rigenerazione, proprio in un momento in cui le città stanno accelerando sui progetti green e sulla trasformazione degli spazi commerciali. Un intervento di riequilibrio sull’Irap permetterebbe dunque di preservare la stabilità del settore, evitando distorsioni che andrebbero a colpire uno degli anelli cruciali della filiera immobiliare.









