Il 2026 segna un passaggio importante per chi ha usufruito del Bonus Elettrodomestici negli anni precedenti. Con la nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate, il contributo concesso tramite voucher entra ufficialmente nel sistema del Modello 730 precompilato, diventando parte integrante dei dati che alimentano la dichiarazione dei redditi. È un cambiamento che non modifica la natura del bonus, ma incide sulle modalità con cui l’Amministrazione finanziaria gestisce le informazioni e verifica la corretta fruizione delle agevolazioni.
A questo punto è naturale chiedersi: come vengono trasmessi i dati del Bonus Elettrodomestici? Quali informazioni compaiono nel 730/2026? E quali controlli effettuerà l’Agenzia delle Entrate per evitare cumuli non consentiti?
In questo articolo:
- Come funziona il Bonus Elettrodomestici e perché entra nel Modello 730/2026
- Cosa prevede la circolare dell’Agenzia delle Entrate e come vengono utilizzati i dati nel 730/2026
- Come cambia il Modello 730/2026 e quali effetti avrà per chi ha utilizzato il Bonus Elettrodomestici
Come funziona il Bonus Elettrodomestici e perché entra nel Modello 730/2026
Il Bonus Elettrodomestici, nella sua versione più recente, è stato erogato sotto forma di voucher utilizzabile per l’acquisto di apparecchi ad alta efficienza energetica. Il contributo, pari a 100 euro o 200 euro per i nuclei con Isee fino a 25.000 euro, veniva applicato direttamente in fattura dal venditore, senza necessità di inserire nulla nella dichiarazione dei redditi. La novità introdotta nel 2026 non riguarda quindi l’utilizzo del bonus, ma la gestione dei dati relativi ai voucher.
La circolare dell’Agenzia delle Entrate stabilisce che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy deve trasmettere all’Anagrafe tributaria tutte le informazioni sui voucher effettivamente utilizzati. La comunicazione deve avvenire entro il 16 marzo 2026, la stessa scadenza prevista per gli altri flussi informativi che alimentano la precompilata. I dati trasmessi riguardano due elementi fondamentali: il codice fiscale del beneficiario e l’importo del voucher utilizzato.
Queste informazioni non richiedono alcun adempimento da parte dei contribuenti. Il flusso è completamente automatizzato e serve a integrare il bonus nel sistema informativo fiscale, così da permettere all’Agenzia delle Entrate di predisporre una dichiarazione più completa e coerente con le spese sostenute.
L’inserimento del bonus nel 730/2026 ha una funzione soprattutto di controllo. Il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni riferite agli stessi costi, in particolare con il Bonus Mobili ed Elettrodomestici che riconosce una detrazione del 50% per gli acquisti collegati a lavori di ristrutturazione. La presenza del voucher nella precompilata permette quindi di evitare che il contribuente inserisca la stessa spesa anche nel bonus fiscale del 50%, riducendo il rischio di errori e contestazioni.
Cosa prevede la circolare dell’Agenzia delle Entrate e come vengono utilizzati i dati nel 730/2026
La circolare chiarisce che il flusso informativo tra Mimit e Agenzia delle Entrate ha tre funzioni principali: definire le modalità tecniche di trasmissione, qualificare i dati come fiscalmente rilevanti e integrare il bonus nel sistema della dichiarazione precompilata. Questo significa che i voucher non restano più confinati nella piattaforma di gestione della misura, ma entrano a far parte delle banche dati dell’Anagrafe tributaria.
Il sistema registra l’anno in cui il venditore ha accettato il codice univoco del voucher, indipendentemente dalla data di acquisto effettiva. Questo dettaglio è importante perché consente di associare correttamente il contributo all’anno fiscale di riferimento, evitando discrepanze tra spesa sostenuta e bonus utilizzato.
Una volta ricevuti i dati, l’Agenzia li utilizza per due scopi distinti:
- predisporre il Modello 730 precompilato, inserendo automaticamente il bonus tra le informazioni disponibili al contribuente
- effettuare controlli incrociati, verificando che non siano state richieste altre agevolazioni sugli stessi costi
Il divieto di cumulo è infatti uno degli aspetti più delicati della normativa. Chi ha utilizzato il voucher non può inserire la stessa spesa nel Bonus Mobili, che nel 2026 consente una detrazione del 50% su un massimo di 5.000 euro per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati a immobili ristrutturati. La presenza del voucher nel 730 permette quindi di evitare che la stessa spesa venga dichiarata due volte.
La circolare sottolinea inoltre che i dati trasmessi saranno conservati fino al termine dei periodi di accertamento, così da permettere eventuali verifiche successive. È un passaggio che rafforza la trasparenza del sistema e riduce il rischio di errori involontari da parte dei contribuenti.
Come cambia il Modello 730/2026 e quali effetti avrà per chi ha utilizzato il Bonus Elettrodomestici
Il Modello 730/2026 si arricchisce quindi di una nuova informazione, che non richiede alcuna azione da parte del contribuente ma che diventa fondamentale per la corretta compilazione della dichiarazione. Chi ha utilizzato il voucher nel 2025 troverà il dato già inserito nella precompilata, pronto per essere verificato insieme alle altre spese detraibili.
L’inserimento automatico del bonus ha due effetti principali. Da un lato semplifica la dichiarazione, perché evita al contribuente di dover ricordare l’utilizzo del voucher o di dover recuperare documenti aggiuntivi. Dall’altro lato, permette all’Agenzia delle Entrate di individuare eventuali richieste non corrette del Bonus Mobili, evitando che la stessa spesa venga agevolata due volte.
Il nuovo sistema si inserisce in un quadro più ampio di semplificazione della dichiarazione dei redditi. Il 730/2026 include infatti altre novità, come l’inserimento automatico delle spese sportive per i figli e dei contributi previdenziali dei lavoratori in regime forfettario. L’obiettivo è rendere la precompilata sempre più completa, riducendo gli errori e facilitando i controlli.









