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Bonus mobili, novità in arrivo: i requisiti e come funziona nel 2024

Una stanza ammobiliata dopo una ristrutturazione

Tra i bonus e le agevolazioni confermati nel 2024 dal governo Meloni per sostenere la crescita economica di famiglie e imprese attraverso il supporto ai consumi c’è il bonus mobili, la detrazione in dichiarazione dei redditi per le spese sostenute per gli arredamenti e i grandi elettrodomestici comprati durante i lavori di ristrutturazione edilizia. Ma quali sono le novità previste con l’anno nuovo? Quali sono i requisiti e le modalità di accesso all’incentivo?

 

Bonus mobili 2024: come funziona

Introdotto con il Decreto-legge del 4 giugno 2013 n. 63 sulla prestazione energetica nell’edilizia, poi modificato dalla Legge del 27 dicembre 2019 n. 160, il bonus mobili permette una detrazione fiscale del 50% a chi acquista mobili d’arredo e grandi elettrodomestici durante i lavori di ristrutturazione della propria casa, appartamento o fabbricato. Rispetto agli anni passati, nel 2024 il bonus sopravvive in forma ridotta a causa di una serie di modifiche introdotte dall’esecutivo.

La detrazione rimane estesa alla dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi persone fisiche) dell’anno d’imposta di riferimento per 10 quote annuali di pari importo. La spesa sostenuta si recupera dunque nel corso di 10 anni. Il bonus si ottiene pure cedendo il credito oppure esercitando lo sconto in fattura, ma soltanto per gli interventi realizzati prima del 17 febbraio 2023. La detrazione spetta esclusivamente al contribuente che si è adoperato per l’intervento di recupero del patrimonio edilizio.

Nel 2024 la detrazione valida scatta nel caso di lavori di ristrutturazione edilizia effettuati a partire dal 1° gennaio 2023. L’importo massimo del bonus mobili è pari a 5.000 euro: la base su cui si applica lo sconto diminuisce di 3.000 euro rispetto al 2023, quando il tetto era stato fissato a 8.000 euro. Pertanto lo sconto fiscale massimo per arredamenti ed elettrodomestici è di 2.500 euro, il 50% di 5.000.

L’incentivo si applica su ogni singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o sulla parte comune dell’edificio, ed è incluso nelle opere di manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione. La spesa deve essere sempre contestuale a una ristrutturazione: chi esegue lavori su più unità immobiliari (con CILA differenti) avrà diritto al beneficio più volte.

L’agevolazione si estende nel caso di interventi di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi, ovvero fenomeni naturali di particolare rilevanza (piogge, alluvioni, inondazioni, uragani, terremoti, incendi, frane, grandine, nevicate, eruzioni) che hanno la forza di arrecare danni alla popolazione, ai beni mobili e immobili, alle attività produttive, economiche, artigianali e agricole. Nel contributo rientra pure la manutenzione ordinaria o straordinaria su parti comuni di condomini, per esempio la riparazione o la sostituzione di cancelli, grondaie, lavatoi e portoni.

Ma la detrazione spetta non solo per ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ricostruzione post-emergenza e manutenzione ordinaria e straordinaria sui condomini. Nel bonus rientrano mobili ed elettrodomestici che arredano un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento.

 

Bonus mobili: requisiti per l’accesso

I requisiti per l’accesso al bonus mobili rimangono invariati nel 2024. I beneficiari sono i residenti in Italia proprietari di un immobile oggetto di ristrutturazione, i titolari di diritti reali o personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le spese come i proprietari o nudi proprietari e i titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie). A queste categorie si aggiungono gli affittuari e i comodatari, i soci di cooperative divise e indivise, gli imprenditori individuali (per gli immobili che non rientrano tra beni strumentali o merce) e chi produce redditi in forma associata, ovvero i soci di S.s., S.n.c., S.a.s. e imprese familiari.

È previsto lo sfruttamento del bonus anche da parte di componenti dell’unione civile, coniugi separati a cui è stato assegnato l’immobile intestato all’altro coniuge, familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento e conviventi more uxorio (chi convive di fatto come marito e moglie, pur non essendo sposato) non proprietari né titolari di contratto di comodato e a condizione che le spese siano state sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

I mobili d’arredo previsti dal contributo sono:

 

  • armadi;
  • apparecchi di illuminazione;
  • cassettiere;
  • comodini;
  • credenze;
  • divani;
  • letti;
  • librerie;
  • materassi;
  • poltrone;
  • scrivanie;
  • sedie;
  • tavoli.

 

È escluso l’acquisto di infissi, pavimentazioni, porte, tende e tendaggi e altri complementi d’arredo. Quanto agli elettrodomestici, la classe energetica non deve essere inferiore a:

 

  • la A per i forni;
  • la E per le lavatrici, le lavasciuga e le lavastoviglie;
  • la F per i frigoriferi e i congelatori.

 

Nel caso dei forni, per i quali si usa ancora la vecchia etichetta, vale la corrispondente classe energetica del passato rispetto alla nuova. Tra gli elettrodomestici sono ammessi i condizionatori e gli apparecchi elettrici di riscaldamento, le stufe elettriche e le piastre riscaldanti elettriche, i radiatori e i ventilatori elettrici. Non bisogna dimenticare che tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Resta fondamentale per beneficiare del bonus la tracciabilità dei pagamenti: il contributo è riconosciuto unicamente quando si paga con bonifico, carta di debito o credito. Sono esclusi i contanti e altre tipologie di transazioni come gli assegni. È consentito il finanziamento a rate, purché la società finanziatrice paghi il corrispettivo con bonifico, carta di debito o credito.

Come per l’accesso agli altri bonus edilizi, dal 1° marzo la ritenuta applicata sui bonifici per la detrazione su mobili ed elettrodomestici passa dall’8 all’11%, con un aumento di tre punti percentuali. Per i grandi elettrodomestici come forni, frigoriferi, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie e piani cottura, è obbligatorio comunicare l’acquisto all’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Tuttavia, la mancata o tardiva trasmissione non implica la perdita del diritto alle detrazioni. L’invio all’ENEA avviene online sul portale specifico dell’Agenzia messo a punto per gestire le pratiche per il bonus casa, l’Ecobonus e il SuperEcobonus.

Naturalmente, ai fini della richiesta in dichiarazione dei redditi, è imprescindibile per il contribuente accertare la data d’inizio dei lavori di ristrutturazione e conservare la documentazione con la ricevuta del bonifico o dell’avvenuta transazione con carta oppure una copia della ricevuta di pagamento, rilasciata dalla finanziaria nel caso del pagamento a rate. L’Agenzia delle Entrate, infine, richiederà le fatture che riportano la natura, la quantità e la qualità dei beni acquistati.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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