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Borsa di Milano: ecco il piano del Governo per migliorare la competitività

Borsa di Milano: ecco il piano del Governo per migliorare la competitività

Il Governo italiano è intento a presentare entro aprile un disegno di legge per rafforzare la Borsa di Milano. La dichiarazione arriva dal sottosegretario al Tesoro Federico Freni, secondo cui occorre fare di più per incoraggiare le aziende a quotarsi a Piazza Affari. Oggi Palazzo Mezzanotte conta una capitalizzazione complessiva di circa 680 miliardi di euro, ben al di sotto dei principali concorrenti europei come la Borsa di Londra o quelle di Francoforte e Parigi.

Diverse aziende stanno abbandonando i listini della piazza finanziaria milanese per dirigersi verso altre Borse, in particolare quella di Amsterdam, dove sono in vigore regolamenti che consentono agli azionisti di maggioranza di mantenere un saldo controllo della propria società. Per questa ragione, vi sono parecchie imprese italiane, soprattutto quelle a conduzione familiare, che si quotano solo per una questione di necessità di denaro liquido, altrimenti non lo farebbero, cedendo di fatto il timone dell’azienda. Nel 2022 sono state 15 le società che hanno abbandonato l’Euronext Milan, tra cui Atlantia ed Exor, mentre appena 6 sono risultati i nuovi arrivi.

 

Borsa di Milano: le nuove misure di Palazzo Chigi

Per evitare pericolose fughe da Piazza Affari e soprattutto per dare maggiore lustro a una Borsa che ha 200 anni di vita, il Governo Meloni prevede alcune misure, che erano già sotto studio approfondito durante l’esecutivo guidato da Mario Draghi. Ad esempio, con lo scopo di incrementare il numero di offerte pubbliche iniziali, il progetto di legge tenderebbe a semplificare il processo di quotazione. In questo momento, infatti, la procedura risulta essere parecchio costosa e farraginosa, soprattutto nella parte relativa all’informativa sul rischio per gli investitori.

La bozza prevede anche che le piccole e medie imprese che volessero quotarsi possano ricevere alcune agevolazioni. Ad esempio, attualmente per qualificarsi come PMI è necessario che la capitalizzazione non superi i 500 milioni di euro. La soglia potrebbe essere elevata a 1 miliardo di euro. In proposito, alcuni giorni fa, in occasione dell’incontro “Euronext Growth Milan, PMI e miglioramenti normativi senza costi per la finanza pubblica” organizzato da AssoNEXT, Freni ha detto che l’impegno del MEF e del Governo è quello di presentare entro aprile un atto che dia effettiva concretezza ai propositi del Libro Verde. Questo è stato messo a punto lo scorso anno e individua una serie di misure per favorire la competitività dei mercati finanziari italiani attraverso la facilitazione dell’accesso e la permanenza alla Borsa di Milano delle PMI.

Un altro provvedimento che il Tesoro ritiene possa accelerare il processo di quotazione riguarda la disposizione che elimina la responsabilità dei dipendenti della CONSOB nell’ambito dei danni ai risparmiatori, chiamando a rispondere solamente l’istituzione. Inoltre, ci sarebbe una limitata responsabilità da parte delle società quotate in caso di grave condotta relativa alle informazioni nei documenti IPO che danneggi gli interessi degli investitori.

Un ulteriore misura concerne la possibilità di attuare il cosiddetto self-placement, un procedimento che aggira le formalità dell’IPO e consente a una società di vendere direttamente azioni risparmiando il denaro dell’intermediazione. Infine, argomento oggetto di discussione nella bozza, la possibilità di ricorrere a fonti di finanziamento diverse dal prestito bancario. In sostanza, le società potrebbero emettere obbligazioni oltre il limite del doppio del capitale sociale, fermo restando che i titoli vengano acquistati da investitori istituzionali.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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