Borsa giapponese: Nikkei al massimo storico grazie a Nvidia e ai chip - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Borsa giapponese: Nikkei al massimo storico grazie a Nvidia e ai chip

Borsa giapponese: Nikkei al massimo storico grazie a Nvidia e ai chip

La Borsa giapponese ha chiuso a livelli record, con il Nikkei 225 che ha superato il picco del 1989. Il principale indice nipponico si è attestato a 39.116 punti, dopo aver raggiunto un massimo intraday di 39.175. La corsa agli acquisti degli investitori è scattata dopo che Nvidia ha pubblicato una trimestrale strabiliante che ha travolto le aspettative del mercato.

I numeri del principale progettista mondiale di semiconduttori per linteligenza artificiale hanno acceso i titoli legati ai chip a Tokyo. Ad esempio, Tokyo Electron ha terminato la seduta registrando un balzo del 5,97%, mentre Screen Holdings e Advantest sono avanzati rispettivamente del 10,15% e del 7,49%.

Il rally stellare del 41% negli ultimi 12 mesi del Nikkei giunge a coronamento di una ripresa della crescita dell’economia giapponese foraggiata da tassi negativi e dall’espansione monetaria che ha invaso il mercato. Le azioni del Sol Levante, come conseguenza, sono tornate tra le prime scelte dei fondi di investimento globali dopo che per anni hanno lasciato il posto alle azioni cinesi, ora in declino.

 

Borsa giapponese: la differenza tra oggi e il 1989

Se si porta alla memoria quanto successe quasi 35 anni fa, dopo che la Borsa giapponese raggiunse il suo massimo storico, qualche preoccupazione è legittima. All’epoca si era creata una bolla, con le azioni del Sol Levante che rappresentavano il 37% della capitalizzazione mondiale, superando Wall Street che deteneva una quota del 29% (dati della Banca Mondiale).

In quel periodo, i prezzi degli immobili erano sopravvalutati e i fondamentali economici stridevano con le quotazioni espresse sui mercati finanziari. Il collasso finanziario fu servito ben presto in un piatto d’argento e trascunò l’economia in una crisi che ha richiesto anni di stimoli monetari e fiscali. Oggi le condizioni sono molto diverse.

Innanzitutto, il Giappone è uscito da anni di deflazione, con un aumento dei prezzi innescato dalla debolezza dello yen e dalle strozzature dell’offerta delle materie prime per effetto della guerra Russia-Ucraina. L’inflazione si sta mostrando stabile, il che implica che la crescita del Paese poggia su basi sane, dopo un frangente recessivo nell’ultimo trimestre dello scorso anno.

In secondo luogo, un terzo delle società che sono incluse nel Nikkei – eccezion fatta per il settore finanziario – ha una posizione finanziaria solida, mostrando una liquidità che supera l’indebitamento. Nel contempo, il peso delle banche da 34 anni a questa parte è diminuito, dando luogo in questo modo a una maggiore diversificazione. Attualmente i pesi massimi dell’indice sono aziende come Toyota Motor, Sony Group, Fast Retailing e Tokyo Electron, che operano in comparti diversi.

In terzo luogo, nel 1989 le quotazioni erano molto gonfiate, mentre oggi molti titoli sono addirittura a sconto se si valutano i multipli. Nonostante il rally, infatti, il 37% dei membri del Nikkei è scambiato al di sotto del valore contabile. Questo significa che ancora c’è spazio di crescita per adeguare i prezzi azionari con i valori fondamentali. In tale contesto, non sono poche le società che hanno annunciato piani di buyback e aumenti dei dividendi, creando in tal modo le condizioni per una maggiore attrattività delle loro azioni.

 

Cosa pensano gli analisti di mercato

Analisti e investitori hanno salutato con entusiasmo il nuovo record della Borsa giapponese. Addirittura nella sala contrattazioni di Tokyo del broker Nomura, gli operatori si sono alzati in piedi lasciandosi andare a un lungo applauso quando il Nikkei ha varcato la soglia dei massimi di sempre. “Per noi trader, questo segna l’arrivo di una nuova era. Sembra che il mercato azionario ci stia dicendo che siamo finalmente usciti dalla deflazione e che si è aperto un nuovo mondo”, ha affermato Tsumotu Yamada, analista di mercato senior presso AU Kabucom Securities a Tokyo.

Secondo Ayako Sera, strategist di Sumitomo Mistui Trust Bank, “c’è la possibilità che il prezzo delle azioni salga e scenda con forza in cerca di aggiustamento, ma difficilmente entrerà in una tendenza al ribasso”. A suo giudizio, molto dipenderà dalla politica monetaria della Bank of Japan. Tuttavia, “se i tassi di interesse negativi dovessero essere portati a zero non ci sarebbe un grande impatto sui prezzi delle azioni, poiché i mercati lo hanno già scontato”, ha detto.

Mentre gli strategist di Bank of America prevedono ora che il Nikkei chiuderà l’anno a 41.000 punti, altri esprimono cautela. Bart Wakabayashi, direttore di filiale di State Street Corporation a Tokyo, avverte che “ci stiamo avvicinando allo stato di bolla”, riferendosi alle quotazioni delle azioni giapponesi. Allo stesso modo, Matt Simpson, analista di mercato senior di City Index esprime un certo scetticismo circa la continuazione del rally. “Il Nikkei ha fatto la sua inevitabile corsa a 39.000 punti, ma rimango sempre scettico quando vengono superati al rialzo grandi numeri”, ha detto.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *