Borse oggi, 16 maggio 2025: le Borse europee hanno iniziato l’ultima seduta di contrattazioni della settimana all’insegna dei rialzi, mentre i future di Wall Street scambiano sulla parità. Per quanto riguarda le piazze asiatiche, prevale la debolezza sul Nikkei e Hang Seng. Sul Forex, le quotazioni dell’euro-dollaro proseguono il rimbalzo, mentre tra le materie prime, le quotazioni del petrolio e dell’oro proseguono con segno rosso.
Borse oggi 16 maggio 2025: i dati macro da monitorare
Fronte dati macroeconomici, in mattinata l’attenzione degli investitori sarà rivolta alle letture dell’inflazione italiana (dati finali di aprile) e alla bilancia commerciale dell’Italia e dell’eurozona (marzo).
Dal primo pomeriggio il focus passerà come di consueto agli Stati Uniti, dove si attendono i dati dei permessi di costruzione di aprile, le nuove costruzioni abitative (aprile) e la fiducia dei consumatori elaborata dall’Università del Michigan (maggio, preliminare).
Da segnalare la pubblicazione delle stime di primavera da parte della Commissione europea. Inoltre la giornata sarà caratterizzata dalle scadenze tecniche delle opzioni. Fronte Banche centrali si attendono i discorsi di Lane e Cipollone (Bce).
I titoli sotto la lente a Piazza Affari
Diversi i titoli sotto la lente degli investitori in quest’ultima seduta di contrattazioni a Piazza Affari. Eni ha comunicato che, a seguito dell’autorizzazione dell’assemblea degli azionisti del 14 maggio, nei prossimi giorni sarà avviato il nuovo programma di acquisto di azioni proprie.
Il nuovo programma di buyback, da realizzarsi entro la fine di aprile 2026, riguarderà fino a un massimo di 315 milioni di azioni Eni (circa il 10% del capitale sociale) con un esborso fino a un massimo di 1,5 miliardi di euro. Tale ammontare potrà essere incrementato fino a un massimo complessivo di 3,5 miliardi di euro.
Il Cda di illimity ha approvato il comunicato sull’opas volontaria promossa da Banca Ifis, ritenendo il corrispettivo offerto “congruo dal punto di vista finanziario”. Tuttavia, emergono preoccupazioni su rischi e incertezze legati alla mancanza di un piano industriale dettagliato, alle sinergie attese, alla diversità dei modelli di business e agli impatti sul Cet1 ratio. La società ha evidenziato inoltre il rischio di passare da una public company a una struttura con controllo concentrato, invitando gli azionisti a considerare attentamente l’adesione all’offerta.
Unicredit finisce sotto i riflettori dopo l’annuncio di Amundi, che ha deciso di avviare una riorganizzazione e un piano di taglio dei costi in Italia entro la fine dell’anno. La decisione, approvata dal Cda della controllata locale il 12 maggio, punta a rendere più efficiente la struttura operativa nel nostro Paese.
In casa Pirelli, invece, continuano le tensioni con i principali azionisti. La holding Marco Polo International, tramite cui i cinesi di Sinochem detengono il 37% del gruppo, ha respinto la proposta sulla governance, definendola “dannosa e iniqua”. Nonostante ciò, la società ha confermato la volontà di collaborare per trovare un accordo condiviso.
Infine, buone notizie per Telecom Italia, che ha visto migliorare il proprio rating da parte di Moody’s. L’agenzia ha infatti alzato il giudizio a ‘Ba2’ con outlook stabile.









