Borse europee in caduta libera, deludono i Pmi dell'Eurozona
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BORSE EUROPEE IN CADUTA LIBERA. DELUDONO I PMI

piazza affari

Avvio debole, poi il rosso aumenta nella seconda ora di contrattazioni. Su Oro, Franco e Bund

Le borse europee stanno ormai prendendo atto che le tensioni tra Usa e Cina non si allenteranno tanto presto. I mercati dovranno conviverci, e basta. Almeno fino a metà 2020, quando si terranno le elezioni americane.  La sensazione è che l’obiettivo di Pechino fosse proprio questo, sperando in un cambio alla Casa Bianca. Ma nel fine settimana anche Donald Trump ha dichiarato che non c’è fretta per nuovi accordi commerciali e che è disposto ad aspettare i risultati delle prossime politiche. Intanto, il Dragone ha annullato una visita ad alcune fattorie nel Centro America interrompendo il loro viaggio nel paese mentre la politica dei dazi imposta del presidente americano è stata aspramente criticata dalla Bce, il cui governatore uscente, Mario Draghi, riferirà all’Europa in una conferenza alle 15 i motivi dei nuovi allentamenti alla politica monetaria. Intanto torna a rafforzarsi il Dollaro nei confronti dell’Euro, complici i dati dei Pmi tedeschi e francesi inferiori alle aspettative. Ne approfitta anche la Sterlina mentre il petrolio, cresciuto fino a 58,7 dollari al barile durante la seduta asiatica (negative Shanghai e Hong Kong, chiusa per festività Tokyo), ha rallentato riposizionandosi a 58,3. Riprende la corsa l’oro, a 1.520 dollari l’oncia, ma anche (al ribasso) il Bund tedesco, ai minimi dal 12 settembre scorso.

EQUITY
Dax 12.277 (-1,53%)
L’apertura è debole. L’indice scivola nella prima ora di contrattazioni per poi sprofondare di oltre un punto e mezzo percentuale dopo le 10.30 diventando la peggiore tra le borse europee. Deludono i dati preliminari relativi ai Pmi: tutti inferiori alle attese alle rilevazioni di agosto. L’indice composito a settembre misura 49,1, peggio del 51,5 del consensus e del 51,7 del mese precedente. Giù anche l’indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero: 41,4, ben al di sotto dei 44 punti stimati dal mercato e dei 43,5 rilevati ad agosto. Il settore dei servizi è l’unico sopra i 50, ma anche in questo caso sono numeri deludenti: 52,5 non supera le stime che avevano quotato 54,3, e nemmeno il 54,8 del mese precedente.


Grafico Dax by Trading View

Ftse Mib 21.854 (-1,21%)
Peggiora con il proseguire delle contrattazioni Piazza Affari, come Francoforte. Innescato un impulso ribassista dopo i massimi dal 25 luglio registrati proprio alla vigilia. Al momento la lateralità avviata a settembre non sembra compromessa. Tengono i supporti a 21.770 mentre oltre i 22.357 Milano andrebbe ad aggiornare i nuovi massimi dell’anno.

Cac40 5.626 (-1,12%)
Anche Parigi soffre i dati macro pubblicati oggi, migliori di quelli tedeschi ma inferiori alle attese. Il Pmi manifatturiero resiste a 50,3, rilevazione che si colloca al di sotto dei 51,1 di agosto e i 51,2 stimati. Anche il Markit composito (51,3 a settembre) delude il consensus (52,7) e le previsioni del mercato (52,9). In difficoltà il terziario: il 51,6 preliminare di settembre è il minimo da giugno.

Ibex 9.078 (-1,09%)
Innescato impulso ribassista anche a Madrid dopo i massimi dal 30 luglio a 9.210 raggiunti venerdì scorso. Lateralità di breve periodo ancora in corso tra i 9.207 e gli 8.920 punti.

VALUTE
Cattive notizie anche dai Pmi dell’Eurozona, che contribuiscono all’indebolimento dell’Euro rispetto a Dollaro, Sterlina e Franco Svizzero, quest’ultimo di nuovo preda degli investitori nel clima di rinnovata incertezza nell’ambito del rallentamento dell’economia globale e delle tensioni tra Usa e Cina. Il Pmi manifatturiero misura 45,6, più di due punti sotto il 47,3 del consensus e il 47 rilevato a settembre. Sopra i 50 sia l’indice composito dei servizi (50,4) sia l’indice dei direttori agli acquisti (52) ma inferiori ad attese e dati precedenti. Ne approfitta anche la Sterlina nella settimana in cui la Corte Suprema si esprimerà sulla chiusura dei lavori in Parlamento, ma anche a fronte delle parole del ministro Brexit del governo inglese: Gran Bretagna ed Europa lavorano per raggiungere un obiettivo comune, che è un’uscita dall’Unione concordata.

Euro / Dollaro 1,0977 (-0,36%). Euro / Sterlina 0,8827 (-0,02%). Euro / Franco Svizzero 1,086 (-0,5%)


Grafico Euro / Dollaro by Trading View

 

MATERIE PRIME
Sembrava nuovamente vicino ai 60 dollari al barile il Wti, dopo la notizia che per Saudi Aramco i tempi di normalizzazione della produzione saranno più lunghi delle 3 settimane inizialmente indicate. E invece, complice il rafforzamento del dollaro, il petrolio ha ritracciato in apertura delle borse europee riportandosi a 58,3, anche se in avvio della terza ora di contrattazioni, il ribasso si è ridotto quasi allo zero. L’Oro ha ripreso la sua corsa per gli stessi motivi che stanno portando al riapprezzamento del Franco Svizzero: meno propensione al rischio, preferenza a investimenti sicuri, come il metallo prezioso e, appunto, la valuta rossocrociata. Sesta seduta negativa consecutiva per il rame, ai minimi dal 4 settembre scorso a 2,56.


Grafico Wti by Trading View

 

TASSI D’INTERESSE
Bund tedesco di nuovo preda degli investitori: il rendimento torna a scendere durante la seduta delle borse europee: -0,57%, ai minimi dagli ultimi 9 giorni. Apertura a 0,94% per il Btp decennale italiano, che poi fa marcia indietro, riportandosi allo 0,84%


Grafico Bund by Trading View

AUTORE

Redazione

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