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Brookfield: raccolta record per il suo fondo infrastrutturale

Brookfield: raccolta record per il suo fondo infrastrutturale

La società di private equity Brookfield ha raccolto 28 miliardi di dollari per il suo fondo infrastrutturale che investe in aeroporti, strade, gasdotti e impianti energetici. Mai un fondo del settore è riuscito a ottenere così tanto denaro. Inoltre, quello di Brookfield è il più grande fondo della società, la quale gestisce 850 miliardi di dollari in settori come l’immobiliare, il credito, le assicurazioni, le energie rinnovabili e le acquisizioni.

L’azienda canadese ha iniziato a raccogliere denaro lo scorso anno ponendosi come obiettivo finale quello di giungere a una cifra di 25 miliardi di dollari. L’esito è stato oltre le aspettative, superando anche del 40% una precedente raccolta del 2020. Dei 28 miliardi di dollari annunciati, c’è stata una partecipazione di circa 200 grandi investitori istituzionali come fondi pensione e fondi sovrani che hanno versato circa 21 miliardi di dollari. Il resto fa parte di liquidità disponibile ed emissione di nuove azioni di Brookfield. Al fondo si affiancano anche veicoli separati che hanno raccolto 2 miliardi di dollari e investiranno in tandem.

 

Brookfield: Pollock, ecco le potenzialità del fondo

L’amministratore delegato dell’unità infrastrutturale di Brookfield, Sam Pollock, ha affermato che gli investimenti nelle infrastrutture hanno un ottimo potenziale di crescita in un mondo che si sta “deglobalizzando”, con le aziende che tendono a internalizzare la produzione. “Penso che ci sia un’enorme opportunità di impiegare capitali che dovrebbero assorbire tutto il denaro in entrata”, ha detto.

In particolare, “il reshoring di industrie critiche come l’energia e i semiconduttori negli Stati Uniti richiede una grande quantità di nuovi capitali per rafforzare le catene di approvvigionamento e le infrastrutture energetiche”. Inoltre, Pollock ritiene che sarà necessario un investimento di 1.000 miliardi di dollari per “nuovi data center e reti di comunicazione in fibra e torri, in modo da ‘ricablare’ le infrastrutture digitali in tutto il mondo”.

 

Gli investitori puntano sui fondi infrastrutturali

Da quando lo scorso anno le Banche centrali hanno iniziato la loro campagna aggressiva di rialzi dei tassi di interesse per combattere l’inflazione, sono stati molti gli investitori istituzionali che si sono rifugiati nelle infrastrutture, perché spesso queste generano ricavi indicizzati ai prezzi al consumo. In questo contesto, alcuni grandi gestori patrimoniali come Blackstone e KKR, nonché investitori specializzati in infrastrutture come GIP (Global Infrastructure Partners), hanno raccolto parecchio denaro fissando anche degli obiettivi ambiziosi. In particolare, Blackstone si è posto come target quello di arrivare a gestire oltre 100 miliardi di dollari nelle infrastrutture, mentre GIP punta a raccogliere 25 miliardi di dollari per il suo ultimo fondo legato al settore.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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