Btp Green 2045: cos’è, come funziona e perché è un’opportunità - Borsa&Finanza

Btp Green 2045: cos’è, come funziona e perché è un’opportunità

Viale alberato

Nel marzo 2021 il Dipartimento del Tesoro ha lanciato il suo primo Btp Green, un buono poliennale che si differenzia dalle altre emissioni di questa categoria per le finalità a cui è destinata la raccolta. Finalità “green”, ossia legate ai temi della sostenibilità, sempre più al centro dell’attenzione negli ultimi anni. In particolare, efficienza energetica, fonti rinnovabili, trasporti, prevenzione e controllo dell’inquinamento, tutela ambientale e della diversità biologica, ricerca sono stati i principali ambiti di destinazione dei quasi 13,5 miliardi di euro raccolti con l’emissione iniziale (8,5 miliardi) e la riapertura dell’ottobre 2021 (5 miliardi).

 

Le caratteristiche del Btp Green 2045

Il Btp Green 2045 ha iniziato le negoziazioni sul mercato MOT di Borsa Italiana l’8 marzo 2021 con una quotazione a 100 e un lotto minimo di acquisto previsto a 1.000 unità. Prevede una cedola annua dell’1,5% distribuita semestralmente (0,75% ogni sei mesi) per una durata venticinquennale. La scadenza è infatti prevista il 30 aprile 2045. Dall’emissione ha già pagato due cedole. Quotato in euro, è identificato dal codice ISIN IT0005438004.

 

Cedola bassa, rendimento alto

Il Btp Green 2045 è stato accolto positivamente in fase di collocamento sia per le sue caratteristiche “ambientali”, molto gradite agli investitori, sia per la cedola all’1,5%, considerata a marzo 2021 una buona difesa contro l’inflazione e un buon compromesso rispetto alle altre emissioni non green. Bisogna ricordare che al tempo i dati Istat sui prezzi al consumo segnavano +0,9% m/m (+0,5% il dato al netto delle componenti più volatili) mentre il rendimento dei titoli trentennali superava di poco l’1,5%. La curva dei rendimenti è rimasta sostanzialmente immutata fino a inizio 2022 quando l’invasione dell’Ucraina da parte russa e l’accelerazione delle dinamiche inflazionistiche ha sparigliato le carte. Il mutato scenario si è tradotto in un crollo delle quotazioni del titolo di Stato che sono passate dai 94,31 euro di inizio anno ai 61,76 euro attuali, dopo aver toccato un minimo a 55,35 euro.

 

Il grafico Bloomberg con l'andamento discendente della quotazione del Btp Green
Le quotazioni del Btp Green 2035 hanno toccato recentemente un minimo

 

Cosa è successo al Btp Green che era stato così ben accolto all’emissione? Il rendimento dell’1,5% lordo annuo è diventato improvvisamente inadeguato in termini reali, non in grado di sostenere il confronto con l’inflazione né con le nuove emissioni di titoli di Stato. Prova ne sia che il Btp Green 2035, la seconda emissione di questo genere effettuata dal Tesoro e lanciata a settembre di quest’anno, offre una cedola annua del 4% per una durata di dieci anni inferiore. Il Btp Green 2045 è stato di conseguenza venduto sul mercato fino a raggiungere i minimi citati e le quotazioni attuali. Quotazioni alle quali il bond rappresenta un’occasione di investimento in quanto il rendimento a scadenza è del 4,36% lordo (rilevazione del 14/11/2022) contro il 4,03% del Btp trentennale “non green”.

 

Perché il Btp Green 2045 è un’opportunità

Dalla quotazione minima toccata il 12 ottobre 2022 a 55,41 il prezzo del Btp Green 2045 è salito di oltre l’11%, in poco più di un mese. Il rendimento alla scadenza, come detto al 4,36% lordo se si acquista sul mercato in questo periodo, rappresenta una buona tutela contro l’inflazione che dai picchi attuali è prevista scendere nel corso del 2023. Ma anche se l’intenzione dell’investitore non fosse di tenere nel cassetto il Btp Green fino alla scadenza, le possibilità di rivalutazione sono molto interessanti. Con l’inflazione in calo e le Banche centrali che potrebbero moderare nel corso del prossimo anno le politiche monetarie di rialzo dei tassi di interesse, il Btp Green 2045 potrebbe proseguire il recupero a cui si è assistito nel corso dell’ultimo mese.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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