Btp: i rendimenti verso i massimi del 2014? - Borsa e Finanza

Btp: i rendimenti verso i massimi del 2014?

Btp: i rendimenti verso i massimi del 2014?

Rimane calda la situazione sui nostri Btp all’indomani delle forti vendite che hanno contrassegnato nella seduta di ieri i titoli di Stato. In questo contesto lo Spread Btp-Bund rivede sopra la soglia psicologica dei 200 pb, con i rendimenti che hanno oramai superato abbondantemente il 3%. In questo contesto poco impatto ha avuto il buon dato proveniente dal Pil che nel primo trimestre del 2022 si è attestato al +0,1%, battendo le attese degli analisti che al contrario vedevano una contrazione dello 0,2%.

Il trend rialzista presente sui nostri rendimenti è oramai un movimento in atto da qualche mese, in particolar modo da quando gli investitori hanno iniziato a capire che la Bce nel secondo semestre del 2022 inizierà ad alzare i tassi di interesse per contrastare quell’inflazione che, come attestato dal dato arrivato nelle ultime ore, rimane sui massimi degli ultimi decenni.

Ad innervosire ancor di più gli investitori ci ha pensato anche un report di Goldman Sachs che, in attesa delle elezioni politiche che si terranno nella primavera del prossimo anno, ha iniziato a valutare i suoi effetti sul debito. Per la banca statunitense esiste un limite di rendimento oltre i quali un Paese non dovrebbe superare per evitare un aumento del rapporto debito/Pil. Il limite è fissato nel rendimento a 2,75% per il Btp a 7 anni e l’Italia con il 2,3% si starebbe avvicinando, più di altri, a questo livello. Nel caso in cui questo rendimento dovesse essere sforato si renderebbero necessarie delle riforme per riportare sotto controllo il debito-Pil. Inoltre per Goldman Sachs una vittoria di una coalizione euro-scettica potrebbe aumentare l’incertezza sull’attuazione del Recovery Fund.

 

BTP: dove andranno rendimenti secondo analisi tecnica

Andiamo ora a vedere l’impostazione grafica dei rendimenti del Btp a 10 anni. Dopo aver inaugurato il nuovo anno con rendimenti in area 1,30-1,35 %, nello spazio di pochi mesi si sono spinti fin oltre la soglia del 3,2%. Nel breve termine questi sono i livelli da monitorare perchè in caso di superamento si avrebbero ulteriori allunghi che potrebbero spingere i rendimenti in direzione del 3,5% che rappresentano i massimi dal 2014 in poi. Al contrario segnali di allentamento di questa pressione rialzista di avrebbero con discese sotto i minimi di maggio situati sui 2,71% con primi target posizionati in area 2,5%.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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