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Burocrazia quanto costi, l’Italia butta via 255 miliardi l’anno

Un timbro poggiato su un documento di varie pagine

Ci sono diversi modi per “pesare” la burocrazia italiana. C’è chi utilizza il numero di leggi del Belpaese, oltre 160.000 alcune volte in contraddizione tra loro. C’è chi calcola le ore buttate dagli imprenditori per compiere gli “adempimenti burocratici”, 238 all’anno secondo Confartigianato. C’è il comune cittadino che per fare un passaporto deve aspettare mesi, compilare moduli, portare delle fotografie, pagare bollettini e marche da bollo. C’è chi, infine, come la CGIA di Mestre ha desunto il costo della burocrazia italiana da una serie di analisi condotte da istituzioni autorevoli.

 

Quanto pesa la burocrazia sulle tasche degli italiani

Secondo l’analisi effettuata dall’Associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre, la burocrazia della pubblica amministrazione costa a famiglie e imprese almeno 225 miliardi di euro l’anno, circa 11 punti percentuali di PIL, suddivisi come segue:

 

  • 57,2 miliardi di euro l’anno è il costo annuo sostenuto dalle imprese per gestire il rapporto con la PA, secondo il The European House Ambrosetti;
  • 55,6 miliardi di euro, secondo Eurostat, è il debito che la PA ha verso le sue imprese fornitrici. Il dato è relativo al 2021;
  • 40 miliardi di euro è il costo della lenta e intricata macchina della giustizia italiana secondo il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha presentato questa stima nel novembre 2022 nel corso dell’inaugurazione di una nuova sede della Procura della Repubblica a Catanzaro;
  • altri 40 miliardi di euro l’anno vengono buttati via a causa del deficit logistico-infrastrutturale del paese secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il dato in questo caso risale al 2019;
  • La Sanità pubblica spreca oltre 21 miliardi di euro l’anno secondo le osservazioni della Fondazione Gimbe del 2017. La situazione non è sicuramente migliorata dopo la pandemia, prova ne siano le attese di mesi per ottenere visite specialistiche da parte del SSN;
  • Di nuovo il The European House Ambrosetti ritiene che ogni anno vengano sprecati 12,5 miliardi di euro l’anno nel settore del trasporto pubblico locale

 

Un costo sottostimato

Sebbene la stessa CGIA di Mestre avverta che il totale di 225 miliardi di costo stimato della burocrazia in Italia sia ottenuto unendo dati diversi e appartenenti a diversi anni, il peso per l’economia italiana potrebbe essere addirittura inferiore a quella reale. Mancano infatti riferimenti alla gestione del rapporto con la Pubblica amministrazione da parte delle famiglie in relazione alle più diverse attività, dal pagamento delle imposte, alla richiesta di documenti. Confartigianato, in una sua ricerca del 2022, ha stimato nel 28,4% la quota di cittadini italiani che passano oltre venti minuti agli sportelli dell’anagrafe dei Comuni, un dato in peggioramento rispetto al 17,4% di dieci anni fa. “Nell’ultima indagine campionaria realizzata quest’anno – spiegano dalla CGIA – l’Italia si colloca al ventitreesimo posto in Europa per la qualità offerta dai servizi pubblici, davanti a Romania, Portogallo, Bulgaria e Grecia.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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