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Calciatori: i rischi del post-carriera, importante imparare a gestire patrimonio

Calciatori: rischio povertà nel post-carriera, imparare a gestire il patrimonio

Garrincha, George Best, Andreas Brehme, Paul Gascoigne, John Charles. Cosa hanno in comune questi grandi nomi della storia del calcio? Purtroppo qualcosa di negativo: hanno tutti incontrato grosse difficoltà finanziarie una volta terminata la carriera attiva da calciatori e sono finiti sul lastrico. E tanti come loro, più o meno famosi, hanno fatto o rischiano di fare la stessa fine. Siamo abituati a vedere il lato brillante del mondo del calcio, quello dello show business. Quel calcio che genera 5 miliardi di giro d’affari nei pochi mesi del calciomercato – il dato è relativo alla sessione da giugno a settembre 2022 – appare agli spettatori più romantici effimero come la ricchezza di molti campioni. Travolti dal turbinio di denaro e fama in molti non pianificano con accuratezza il loro futuro, il lungo dopo-carriera. Con le dovute differenze possono essere un avvertimento per tutti, anche per chi non è un campione di calcio. In collaborazione con Davide Boero, Pietro Cesareo e Andrea Manciani, consulenti finanziari di Azimut Capital Management e ideatori del servizio Football Wealth Management, Borsa&Finanza affronta il tema della pianificazione finanziaria, fiscale e previdenziale.

 

Alcuni numeri, per cominciare

Il dato da cui partire è stato presentato in una ricerca di Lombard International Assurance del 2019: il 40% dei calciatori in Europa è a rischio di indigenza a cinque anni dalla fine della carriera agonistica. E il rischio appare crescente quanto maggiori sono i guadagni. Per esempio nel campionato più ricco, quello inglese, il tasso di indigenza sale al 60%. Ma non sono solo i grandi campioni a rischiare di rimanere invischiati in un dopo-carriera difficile. Se si pensa che i “milionari” sono appena un ventesimo dei giocatori professionisti e che la restante parte dei colleghi hanno in media uno stipendio annuo lordo di 50.000 euro, la necessità di saper pianificare il futuro è ancora più importante. In questo caso il parallelo con le persone “normali” è più evidente.

 

“Diventa indispensabile – è il commento dei tre consulenti di Azimut CM – prestare la massima attenzione alla gestione dei risparmi nella fase di accumulo perché, in molti casi, lo sportivo deve essere in grado di costruirsi una nuova vita senza fare affidamento sul reddito percepito da professionista”.

 

Carriera breve, ecco perché bisogna pensarci prima

“Il problema del calciatore moderno sarà il post-carriera”. Damiano Tommasi, attuale sindaco di Verona, pronunciò questa frase durante un convegno dell’Associazione italiana calciatori (Aic), di cui allora era presidente, nel 2017. Anche i calciatori, infatti, subiscono gli effetti della riforma pensionistica che, dal 1996, impone il sistema contributivo. Se da un lato un professionista dello sport ha la possibilità di versare di più rispetto a un normale impiegato, dall’altro la sua carriera lavorativa finisce molto prima. Un giocatore di calcio che smette di giocare a 35 anni dovrà essere pronto a coprire le proprie necessità per i 30 anni successivi, prima di poter incassare una pensione che in media, secondo l’Aic, dovrebbe essere di 1.500 euro.

“Spensieratezza e giovane età, basse conoscenze finanziarie, una vita fatta di trasferimenti di città in città in aggiunta a un tenore di vita molto elevato portano il professionista sportivo a perdere di vista l’orizzonte futuro e a non compiere scelte idonee di pianificazione finanziaria – spiegano i consulenti di Azimut -. Per questo abbiamo deciso di offrire un servizio di pianificazione finanziaria, fiscale e previdenziale per educare e gestire le finanze di sportivi professionisti. Le soluzioni di investimento possibili sono numerose e vengono costruite ad hoc sulle esigenze e le disponibilità finanziarie di ogni cliente”.

 

 

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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