Cambiamento climatico: 4 problemi da risolvere nel 2022 per la finanza verde
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Cambiamento climatico: 4 problemi da risolvere nel 2022 per la finanza verde

Cambiamento climatico: 4 problemi da risolvere per la finanza verde nel 2022

Cambiamento climatico: quali problemi andranno affrontati per dare una svolta green all’economia internazionale? Ecco 4 argomenti su cui accendere i riflettori

 

Il cambiamento climatico è stato un tema nel 2021 al centro delle discussioni che hanno interessato le economie di tutto il mondo. La tragedia del Covid-19 ha risvegliato le coscienze, ma soprattutto ha messo i Paesi di fronte a una dura realtà: o si fa qualcosa per il clima o nei prossimi anni le conseguenze saranno disastrose a tutti i livelli. La COP26 di Glasgow ha segnato un’altra tappa importante, con i Governi che si sono impegnati seriamente ad abbassare le emissioni di CO2 nell’emisfero terrestre fino ad arrivare a una totale decarbonizzazione entro la metà del secolo.

 

Cambiamento climatico: 4 problemi da risolvere

La strada che è stata tracciata sembra abbastanza chiara ed è impensabile che il trend rallenti con l’arrivo dell’anno nuovo. Le sfide non mancano, abbiamo visto le ricadute della transizione energetica in atto sui prezzi delle materie prime. Così come la crescita economica internazionale, dopo il black out del 2020, non vuole essere rallentata ora. Vi sono così  alcuni problemi da affrontare, alcuni fin da subito altri nel medio e lungo periodo. Tra questi, 4 problemi che bisognerà affrontare e su cui i riflettori saranno sempre accesi sono:

 

Gli investimenti ESG

Molte società si sono dette impegnate a effettuare investimenti Enviromental, Social and Corporate Governance, ma all’atto pratico le cose forse non stanno così. Due ex dirigenti di BlackRock e di Deutsche Bank hanno lanciato accuse ben precise alle istituzioni per cui lavoravano, ovverosia che i gestori patrimoniali etichettavano prodotti come sostenibili attirando in questo modo gli investitori, ma in realtà non seguivano questo scopo. Tali affermazioni hanno acceso una spia nelle Autorità di vigilanza che ora indagano sulla questione. Tutto questo potrebbe rappresentare una piaga diffusa, su cui è molto importante fare presto luce per evitare che tutta l’impalcatura costruita non diventi poco credibile.

 

Un cambiamento di coscienza

Il dilemma che alcuni comportamenti mettono in risalto è se i prodotti commercializzati come sostenibili o incentrati sul clima siano davvero frutto di atteggiamenti aziendali più ecologici o siano solo un modo per avere qualche tipo di agevolazione. Un sondaggio pubblicato da CREATE-Research ha messo in risalto che molti gestori sentono davvero il dovere di effettuare miglioramenti in rapporto ai cambiamenti climatici vendendo tutti gli assets inquinanti. Questo però implica un comportamento scrupoloso sempre, sia a livello aziendale che governativo.

 

La regolamentazione

A volte le istituzioni sembrano impantanate di fronte a una regolamentazione per cui non hanno ben chiari i limiti del loro mandato e cosa potrebbero e non potrebbero fare. Ad esempio le Banche centrali nel complesso non sono molto proattive, nel senso che si limitano a considerare i rischi attuali ma non affrontano in veste precauzionale quelle che possono essere le minacce future anche per la stabilità monetaria e finanziaria. Qualcuna però comincia a muoversi in una certa direzione. Ad esempio la Banca Centrale Europea e la Banca d’Inghilterra stanno rivedendo la struttura delle garanzie e i requisiti da richiedere alle banche in tema di rischi climatici. Allo stesso tempo sembra che a livello politico si tenda ancora troppo a proteggere le proprie industrie nucleari e del gas, manifestando una certa resistenza a sganciarsi definitivamente dai combustibili fossili.

 

Dove vanno a finire i fondi green

Uno dei problemi più grossi è come finanziare gli investimenti green, ovvero quale quota dovrebbe essere di pertinenza dei Governi e quale del settore privato. La scelta è importante perché vi è un rischio che se la scelta la si lascia troppo al mercato, sarà esso stesso alla fine che deciderà sulla base di logiche di profitto molto pericolose se confliggono con gli obiettivi climatici. Ad esempio gli investitori sembrano sposare progetti di energia pulita nel settore delle auto elettriche perché il ritorno economico qui potrà essere importante. Ma vale lo stesso per l’efficienza energetica residenziale o per altre classi di attività? La risposta a questo quesito apre le porte a diversi scenari, che potrebbero anche portare a una resa dei conti non del tutto piacevole.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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